«Da mesi lavoriamo al presepe»
BELGIOIOSO Mani che plasmano, dipingono e decorano. Danno vita a materiali che l'ingegno recupera e ripropone a nuova forma. E lo fanno con la passione che contraddistingue i presepisti. Come Giampiero Garioni, che realizza presepi popolari fin da quando era bambino, e come Massimo Bresciani che invece è alla prima esperienza. Ti conducono nel loro mondo e ti consentono per un attimo di condividerlo. Le luci si accendono al calar della notte in un villaggio palestinese. Dalle tendine di garza s'intravede l'interno delle abitazioni, la fantasia vola e ci fa immaginare scene di vita nella Betlemme del tempo. E ricondurci al passato, al momento della nascita di Gesù, è quanto speravano di ottenere Garioni e Bresciani che a questa piccola opera d'arte lavorano dal febbraio scorso. Ogni settimana, rivelano, dedicavano qualche ora al loro presepe, 2,50 metri per altri 2,50, con le case realizzate con il compensato, ricoperto con il gesso, poi dipinto. Domina il bianco, quello delle pietre asciutte, tipico paesaggio mediorientale. Le rocce sono scolpite una ad una. "Abbiamo cercato di rendere al meglio la prospettiva", spiega Garioni che l'amore per i presepi non solo l'ha trasmesso alle sue figlie, ma anche ai tanti bambini che nel fine settimana vengono ad imparare le tecniche di realizzazione. Bresciani prende una statuina e la mostra con orgoglio. E' toccato a lui il compito di decorare e di dipingere, di indovinare accostamenti e restituire naturalezza alle piccole statue in resina del Fontanini. "Abbiamo voluto eliminare la patina lucida – fa sapere Bresciani – togliere una colorazione troppo accesa". Per ogni pezzo si è pensato ai minimi particolari. Il fuoco acceso, il muschio che adorna il paesaggio, le piante, realizzate con radici capovolte "raccolte a Bolzano", precisa Giampiero Garioni, ma anche con bonsai o con parti di rosmarino. Poi ci sono le palme, fatte con materiali di recupero. A loro ha pensato un amico, Bruno Marin. E per ogni pezzo Garioni e Bresciani possono raccontare una storia. Come è nata l'idea e come sono riusciti a concretizzarla questa idea. Come quella di far apparire l'angelo accanto alla capanna. Ma solo quando è notte e si accendono le luci. "Di giorno scompare – dicono i presepisti -. Abbiamo realizzato un meccanismo elettrico che permette questo effetto". Il presepe verrà esposto, a partire dal 23 dicembre, all'Accademia delle belle arti di Melegnano. Stefania Prato