Zeccone contro Pgt di S. Genesio: «Così i negozi chiudono»

SAN GENESIO Il Comune di Zeccone e Ascom dicono "no" all'area commerciale di 100mila metri quadrati che il Pgt di San Genesio prevede nelle campagne che uniscono i due paesi, dopo la frazione di Ponte Carate. E se il sindaco Terenzio Grossi lo definisce un intervento «devastante», Pietro Ferretti, membro di giunta di Ascom, dice: «Finirebbe per annientare i piccoli negozi di vicinato». Il parere contrario di Zeccone è contenuto nelle 12 pagine di osservazioni presentate alla conferenza dei servizi della Vas. Un elenco dei danni irreversibili che quell'insediamento provocherebbe su ambiente, viabilità ed economia locale. «Si rischia di portare al collasso definitivo questo tratto di Vigentina – afferma Grossi -. Il documento urbanistico infatti non contempla una viabilità alternativa». Una viabilità su cui potrebbe gravare anche l'arrivo di una nuova logistica, prevista, sempre secondo gli amministratori di Zeccone, in quella parte di terreno al confine tra i due Comuni. «Per i capannoni si prevede un'altezza di 10 metri che fa pensare a strutture idonee ad ospitare una logistica – spiega il vicesindaco Davide Vecchio -. Secondo il Pgt, la superficie di vendita potrebbe accogliere un centinaio di negozi, un numero che farebbe calare definitivamente il sipario sui nostri esercizi di vicinato». «L'intervento non è giustificato in una zona già sufficientemente coperta da strutture commerciali – afferma Ferretti - si danneggerebbe in modo irreparabile il tessuto economico di un territorio, fatto di piccoli negozi che offrono un servizio importante, soprattutto per gli anziani». Il sindaco di San Genesio, Cristiano Migliavacca, ricorda che «il Pgt non è ancora stato adottato». «Non sono previsti centri commerciali, né logistiche – spiega Migliavacca –. Siamo ancora in fase di valutazione e perciò disponibili ad accogliere osservazioni utili per il territorio. L'attuale crisi economica peraltro non sembra rendere concretizzabile un intervento voluto per creare posti di lavoro». Un intervento che, insiste Zeccone, «non rispetta il Piano territoriale di coordinamento provinciale e il Piano paesistico di dettaglio del Parco Certosa». «Si va realizzare un'enorme area commerciale e artigianale in una zona di pregio naturalistico – sottolinea Vecchio -. In base al Ptcp deve esserci continuità tra le aree produttive esistenti e le nuove lottizzazioni. Invece qui si cementifica in piena campagna. Altri 75mila metri quadrati di aree artigianali sono previste attorno al paese, senza contare altre espansioni che potrebbero nascere verso Bornasco. Ci sembra una trasformazione eccessiva del territorio. In ogni caso lo sviluppo deve essere rispettoso della normativa vigente». Stefania Prato