Tav, via libera di Monti e Hollande
di Maria Rosa Tomasello wROMA Cinque giorni dopo l'avvio degli scavi per la realizzazione del tunnel esplorativo di Chiomonte, Italia e Francia confermano con una dichiarazione congiunta che il collegamento ad alta velocità fra Torino e Lione sarà realizzato: «È una grande infrastruttura europea» convengono Mario Monti e François Hollande siglando a Lione l'intesa che mette la parola fine alle incertezze durante un vertice blindato, assediato da un migliaio di manifestanti no Tav francesi e italiani uniti dalla lotta contro l'opera. Ma delle contestazioni, che nella città transalpina come in Val di Susa vengono accompagnati sotto una pioggia gelida da cariche della polizia e lacrimogeni, al summit – che si svolge a tre chilometri di distanza – arriva solo un'eco. «Siamo entrambi convinti che per la crescita la disciplina di bilancio sia necessaria, ma al tempo stesso non sufficiente – sostengono il premier italiano e il presidente francese – servono iniziative concrete, come quella confermata oggi, con la volontà politica comune, del collegamento grande velocità». Hollande conferma il contributo della commissione europea «a livello del 50% nel periodo di studio» definito «un ammontare aquisito». Per la fase successiva la partecipazione della Ue sarà del 40% di lavori, «stimati nel 2010 a 8,5 miliardi». «Molto dipenderà dal bilancio europeo» precisa tuttavia il presidente. Il progetto, secondo la dichiarazione sottoscritta dal ministro dello Sviluppo Corrado Passera (uno dei sette ministri italiani che accompagna Monti) e dal ministro dei Trasporti di Parigi, Fredric Cuviller, seguirà «i tempi previsti»: i lavori dovrebbero cominciare all'inizio del 2014. Il provvedimento per la ratifica del trattato, annuncia il commissario di governo Mario Virano, sarà portato in Parlamento dopo la legge di stabilità: «Nel 2013 – spiega – partirà la gara per il cantiere di Saint Martin-la Porte, che è il primo pezzo del "tunnel di base" (57 chilometri, 12,3 dei quali in territorio italiano, ndr). C'è poi la decisione di arrivare entro l'estate alla chiusura della gara per l'autostrada ferroviaria». «Non sarà difficile spiegare al parlamento i benefici per l'Italia e per l'Europa, che non ha bisogno di rinvii, ma di decisioni concrete. In gioco c'è non solo il trasporto, ma un'idea dell'Europa» commenta il premier. «È stato confermato tutto – sottolinea Passera – l'orizzonte 2013-2023, l'impegno di 8,2 miliardi sarò diviso e sarà condivisa la richiesta all'Europa di contribuire per il 40% agli investimenti». Il punto sull'iter sarà fatto al prossimo vertice Italia-Francia, che si terrà a Torino nel 2013. Per i no Tav la battaglia continua. Ieri una lunga giornata di tensione, con tafferugli tra i manifestanti francesi e la gendarmerie schierata in assetto antisommossa, si è conclusa con i pullman italiani pronti al rientro bloccati in piazza des Brotteaux «trasformata in una gabbia», così come all'andata sei mezzi erano rimasti per ore alla frontiera: secondo alcune testimonianze, la polizia ha sparato un lacrimogeno su uno dei pullman per costringere i manifestati a uscire, caricandoli una volta a terra. Dopo avere effettato diverse cariche, gli agenti hanno perquisito tutti i mezzi italiani per escludere che a bordo si fossero rifugiati francesi. Solo in tarda serata il via libera al rientro in Italia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA