Spread sotto 300, Monti: «Non basta»
BRUXELLES Dopo nove mesi lo spread è tornato ieri sotto i 300 punti base per poi chiudere a 304. La distanza tra i Btp decennali e i Bund tedeschi si restringe, e il rendimento dei titoli italiani scende a livelli che non si vedevano dalla fine del 2010: il 4,3%. Mario Monti è contento, ma da Lione, dove ha incontrato il presidente francese Francois Hollande, fa la scena di quello che non è poi così soddisfatto. Perché ci sia stato questo nuovo calo proprio ieri il premier dice di non saperlo, ma molti osservatori ringraziano la Grecia. Le buone notizie che sono arrivare da Atene che ha un piano, che sembra gradito ai partner, di riacquisto dei suoi titoli, hanno alleggerito un po' tutti i mercati, aiutati anche dalla Spagna che finalmente ha avanzato una richiesta formale di aiuto per le sue banche, e i soldi necessari al momento sembrano forse un po' meno del previsto. «La giornata per lo spread è positiva, perché siamo scesi sotto il 300», ha detto Monti parlando con i giornalisti a Lione. E questo è evidente, però, per dimostrare che la sfida continua e il governo non è ancora appagato, il professore rivela: «Confesso che per me c'è un livello di spread che è 287 punti base che rappresenta, e spero sia presto toccato, un punto di particolare significato: sarebbe esattamente la metà dei 574 con i quali il nostro percorso è iniziato». Manca poco, ci si può arrivare, anche se l'obiettivo di avvicinamento è davvero difficile, visto che Berlino, per l'ennesima volta, ha venduto dei titoli "in negativo", per i quali cioè sono gli investitori a pagare una interesse al governo, e non il contrario. All'asta di ieri ha collocato 2,587 miliardi di euro di bond semestrali a un tasso di -0,017%, in calo anche contro il -0,012% della volta precedente. Inoltre, perché in Germania le buone notizie non vengono mai sole, il governo ha anche annunciato che il pareggio di bilancio, atteso per il 2014, potrebbe anche arrivare già quest'anno, con 24 mesi di anticipo. La giornata è dunque stata positiva in generale, con le Borse tutte con il segno più. La meno brillante è stata Londra, con un guadagno di solo lo 0,38%, preceduta da Francoforte, + 0,65% e da Madrid, +0,8%. Parigi si è fermata allo 0,9%, mentre decisamente ottimiste sono state Milano, +1,34% ed Atene, +2,7%. In Grecia si lavora al programma di riacquisto dei titoli al quale Ue e Fmi legano la possibilità di fornire nuova assistenza. L'agenzia nazionale del debito greco ha avviato il programma di buyback di titoli del debito pubblico detenuti dai privati. In cambio dei bond il governo assicura un pagamento di un valore tra il 32,2% e il 40,1% del loro valore facciale, in un'operazione di riacquisto che può arrivare fino a 10 miliardi di euro, che sono poi un anticipo sui futuri prestiti concessi alla Grecia proprio per il buyback. Il prezzo finale sarà definito una volta che saranno note le quantità che i detentori sono disposti a cedere. La notizia è piaciuta ai mercati, i quali hanno anche apprezzato la decisione della Spagna di formalizzare la richiesta di aiuti per le sue banche. La domanda è arrivata ieri all'Eurogruppo, che si è poi riunito in serata a Bruxelles, e chiede 36,96 miliardi, che saranno erogati probabilmente il 12 dicembre, come ha detto il ministro delle Finanze di Madrid Luis de Giundos. ©RIPRODUZIONE RISERVATA