«Astronomia senza segreti per lettori piccoli e curiosi»

PAVIA Non tutti sanno cosa siano le stelle e da quanto tempo l'uomo conosca il fenomeno delle eclissi, né quali personalità si celino dietro a nomi d'altri tempi come Sonduk, Ipazia o Caroline Herschel e Caterina Scarpellini. Ed è per dare una risposta a questi quesiti "astronomici", che Gabriella Bernardi - giornalista scientifica di Torino, esperta in didattica e divulgazione dell'astronomia - ha scritto il libro per bambini "Il cielo dimenticato in baule" (La Ricotta, 2012), che verrà presentato oggi alle 17.30 alla Libreria Il Delfino (Piazza Cavagneria, 10). Perché nel titolo si parla di un cielo "dimenticato"? «Nel libro si parla di donne astronome del passato, il cui contributo scientifico è poco conosciuto per varie ragioni: solo in tempi relativamente recenti l'istruzione superiore è stata resa accessibile alle donne e fino ad allora, la partecipazione delle donne alla ricerca scientifica, astronomica in particolare, fu tutt'altro che scontata. Molte volte è stata addirittura inglobata nel lavoro dei colleghi maschi, che in più di un caso erano parenti stretti di queste scienziate». Cosa scopre la protagonista Martina, nel suo viaggio tra stelle e galassie? «Aprendo un vecchio baule trovato in soffitta, scopre qualcosa che le permetterà di fare un viaggio nel passato ed incontrare una gran varietà di astronome, con storie personali molto differenti, ma accomunate da una grande passione per lo studio dei corpi celesti. Tra loro, accanto all'astronoma forse più conosciuta del passato, Carolina Herschel, ce ne sono anche alcune meno note, come la regina coreana Sonduk, la monaca Ildegarda di Bingen, per terminare con l'astronoma italiana Caterina Scarpellini, vissuta nel diciannovesimo secolo». Perché raccontare l'astronomia ai bambini? «E' una disciplina affascinante: la mia esperienza lavorativa mi ha portata, fra le altre cose, a fare l'animatrice nei planetari, dove ho potuto constatare come questa scienza sia in generale molto apprezzata in particolare dai bambini molto piccoli. Come tutte le cose, prima si inizia a conoscerla e meglio può essere compresa, cosa ancor più importante per una scienza come l'astronomia, che tratta di argomenti per definizione "alieni"». Da che età si legge il libro? «Il linguaggio è sufficientemente semplice per bambini da sei anni, e particolarmente indicato fino a tredici/quattordici anni. In coda al testo poi, c'è un glossario dei termini astronomici che compaiono nel testo».(m.pizz.)