Sannazzaro, Eni produrrà di più «Ma con un limite alle emissioni»
Al nuovo centro sportivo di via Piemonte si è concluso il Torneo d'autunno di tennis organizzato dalla Pro Loco e dall'assessorato allo Sport. Sono stati diciotto i tennisti partecipanti alla sfida che è stato ospitata dal nuovo campo comunale, nelle cui vicinanze è sorto anche un campo di calcetto in erba sintetica, servizi annessi con magazzini e spogliatoi con doccia. Il centro sportivo è stato realizzato con i proventi delle compensazioni convenzionate con un'impresa di escavazioni a seguito della licenza di scavo in un'area nella zona di Cascinotto Mensa. Il successo nel singolare è andato ad Antonio Saviotti che ha superato, al meglio di tre set, Cipriano Buric; Terzo classificato Marco Bevilacqua. Le premiazioni del torneo sono state effettuate dal sindaco, Massimo Chiesa. SANNAZZARO La raffineria potrà lavorare più greggio, ma dovrà limitare le emissioni se l'inquinamento supera i limiti. Arriva dai ministeri all'Ambiente e allo Sviluppo Economico, a chiusura degli iter di Via (Valutazione di impatto ambientale) e Aia (Autorizzazione integrata ambientale) relativi ai nuovi impianti Eni Est di Sannazzaro e Ferrera, la licenza che sancisce il potenziamento della lavorazione da 10 milioni di tonnellate-anno di greggio lavorato ad 11 milioni. Si tratta di un aumento potenziale di un decimo rispetto al passato che coincide con nuove attività che valorizzano alcuni sottoprodotti della raffinazione al fine di ottenere carburanti più ecologici e compatibili. Ma la Regione ha contemporaneamente emesso un protocollo operativo che sancisce un importante elemento di tutela ambientale. La futura centralina di rilevamento del Pm10 che sta per essere installata a Casoni Borroni rappresenterà il punto focale della rete di controllo; da qui potranno scattare le imposizioni di limitazioni produttive se i limiti di Pm10 rilevati superassero quelli di legge. Insomma, in caso di "sforamento" dei limiti previsti, l'Eni sarà chiamata a modificare i suoi assetti produttivi per contenere al minimo le emissioni di particolato. L'assessore all'Ambiente, Pierangelo Fazzini, spiega: «Il potenziamento degli impianti e l'imminente avvio dell'impianto Est stanno portando un'attenzione particolare per quanto concerne l'impatto ambientale. La raffineria si sta ampliando e gli organismi di controllo stanno attuando azioni tecniche, già collaudate, che nell'eventualità faranno scattare alla fonte l'allarme. L'Eni sarà chiamata a modificare i suoi assetti di produzione al fine di contenere al minimo le emissioni». A sovrintendere ai controlli, su indicazione della Regione stessa, saranno Arpa ed Ispra (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale), che riceveranno in tempo reale i dati sul Pm10 dalla futura centralina di Casoni, delegata a sancire i rilevamenti ufficiali. Arpa ed Ispra, in caso di "sforamento" dei limito di legge in materia di Pm10, potranno far scattare le necessarie modifiche produttive alla Raffineria. Nel suo dettato, la Regione ufficializza nel contempo anche il diretto controllo ai camini dei vari impianti: attraverso il Sistema di monitoraggio delle emissioni (Sme), Arpa ed Ispra riceveranno dal sistema i carichi di anidridi di zolfo, ossidi d'azoto, ossido di carbonio, ozono, polveri sottili, temperature, pressioni e portate dei fumi. Insomma, una produzione maggiore di un milione di tonnellate di greggio coincide con un capillare controllo automatizzato che impone all'Eni maggiori impegni in materia di rispetto ambientale. Paolo Calvi+