Farmacie, raccolta firme per evitare la vendita

di Denis Artioli wVIGEVANO «Il nostro sindaco, Andrea Sala, ha deciso di vendere le nostre/vostre farmacie a terzi, facendo in modo che non esista continuità di lavoro per le vostre farmaciste. Chiediamo la vostra collaborazione affinché possiamo continuare a lavorare per voi. Per noi non siete solo clienti, ma persone con le quali si è instaurato un bel rapporto di fiducia e amicizia. Aiutateci a farci sentire». Le tredici dipendenti delle tre farmacie comunali stanno promuovendo una petizione. In tre giorni, sono già state raccolte 1.500 firme contro la vendita delle farmacie e contro l'eliminazione della clausola di garanzia che prevede, con la cessione, anche l'assunzione per tre anni del personale in servizio. La farmaciste, in sostanza, rischiano il posto di lavoro e i clienti stanno sostenendo la loro battaglia. Il sindaco ha dichiarato, pochi giorni fa, che sulla vicenda sta operando in modo autonomo il segretario generale del Comune. Il quale, dopo due aste andate deserte, ha annunciato ai sindacati che l'amministrazione intende procedere alla vendita senza l'obbligo per l'acquirente di assumere le farmaciste già in forza all'Azienda speciale multiservizi. La stessa azienda che gestisce la casa di riposo De Rodolfi (con uno stato di agitazione in atto, per le retribuzioni arretrate e in ritardo, delle socie della cooperativa che si occupa dell'assistenza domiciliare agli anziani) e la stessa azienda cui la giunta ha affidato la gestione del Centro sociale anziani di via Sacchetti (escludendo l'Auser che pensa di aprire un centro alternativo). Insomma, la multiservizi sta diventando una "polveriera" per tutte le tensioni sociali che si stanno concentrando sulle sue molteplici attività. «Noi siamo contrarie alla vendita delle farmacie comunali perché sono un patrimonio del Comune e della città, con bilanci positivi, e una volta che saranno cedute saranno perse per sempre – spiegano le farmaciste comunali –. Inoltre, l'ipotesi di vendita senza tutele per noi va contro le normative vigenti, che prevedono, in caso di cessione a terzi, la tutela del personale dipendente e il diritto di prelazione per i dipendenti. Abbiamo chiesto un incontro al sindaco, ma finora ci è stato negato. Andiamo avanti con il sindacato». @denis_artioli ©RIPRODUZIONE RISERVATA