Senza Titolo

PAVIA, SCUOLE PARITARIE Contributi alle materne una goccia nel mare n Ho letto della protesta di un Coordinamento genitori contro i contributi alle scuole materne paritarie da parte del comune di Pavia, io invece vorrei pubblicamente ringraziare il Sindaco e la Giunta che, finalmente, dopo alcuni anni di pausa hanno deciso, pur in un momento di crisi come quello attuale, di assegnare un contributo alle cinque scuole materne paritarie della città, che sono la prosecuzione di una storia educativa più che centenaria (San Giorgio e Canossa) o sono sorte nell'immediato dopoguerra nei quartieri periferici in costruzione nella città (Pianzola e Domus Pacis a Pavia Ovest e Maria Ausiliatrice a Città Giardino) e hanno sempre lavorato a favore della educazione di generazioni di cittadini pavesi di tutte le estrazioni sociali. Le scuole per essere paritarie devono essere gestite da Onlus o enti religiosi, in particolare le scuole materne paritarie sono in Italia più di 8000 (circa il 60% di tutte le scuole materne sul territorio nazionale) e sono frequentate da più di 600.000 bambini, la maggior parte di queste sono situate in piccoli paesi dove nè lo Stato nè i Comuni sarebbero in grado di garantire la presenza di una scuola materna, e dove sono l'unica presenza educativa sul territorio. A chi si scandalizza per questo contributo vorrei ricordare che la legge 62/2000 che istituisce la Parità scolastica (in realtà, per ora, solo parità di doveri ma non di diritti ) è stata voluta dal ministro Luigi Berlinguer e dal governo Prodi; la prima convenzione in Pavia tra amministrazione comunale e scuole materne paritarie è stata attivata dall'allora assessore Bengiovanni, sindaco Andrea Albergati; la miglior convenzione tra comune e scuole materne paritarie attualmente in vigore è quella del comune di Brescia che parifica a tutti gli effetti le materne statali, comunali e paritarie ed è stata attivata dalla precedente giunta comunale di centrosinistra ed ereditata e fatta propria dall'attuale di centrodestra. Infine non credo che i 112 euro a bambino che vengono erogati alle scuole materne paritarie siano neanche lontanamente paragonabili al costo di ogni bambino nelle scuole materne comunali e statali. Sergio Marchese presidente Associazione provinciale asili e scuole materne - Fism ODISSEA Guasti e ritardi in treno ma peggio gli sportelli n Il 28 novembre scorso sono salito sul treno 20272 in partenza a Pavia alle 16.34 diretto a Milano Lambrate: il treno, dopo essere rimasto fermo in stazione per una decina di minuti, è partito. Poco prima dell'arrivo a Milano Rogoredo un controllore ha avvisato a voce che il treno non poteva proseguire verso Milano Lambrate a causa di una interruzione della linea; a domanda, il controllore affermava che l'interruzione della linea era già nota alla stazione di Pavia e che, nonostante la richiesta da parte del capotreno di informare i passeggeri, tale informazione non era stata data. Dovendo recarmi a Brescia, via Lambrate, per un irrinunciabile esame medico fissato per le 19.30, sono sceso in cerca di informazioni circa la percorribilità della linea tra Lambrate e Brescia: tragicomicamente, mentre gli altoparlanti diffondevano la notizia della interruzione della linea tra Rogoredo e Lambrate, alla biglietteria - unico punto di contatto con le Ferrovie per i viaggiatori - non solo non erano in grado di dare alcuna informazione, ma non erano neppure al corrente dell'interruzione tra Rogoredo e Lambrate. Non sapendo nulla sulla percorribilità della linea Lambrate-Brescia, sono stato costretto a raggiungere Brescia con un taxi. Al ritorno, a Brescia, intorno alle ore 22, avendo i treni per Milano ritardi di varia entità, ho cercato un punto di contatto per avere informazioni: ma anche la biglietteria era chiusa. Sono quindi salito in tutta fretta e alla cieca su un Frecciabianca per Milano: per fortuna la linea tra Lambrate e Rogoredo era stata riattivata, permettendomi così di raggiungere Pavia a mezzanotte. Prescindendo dalla manutenzione, i guasti possono capitare; non è tuttavia tollerabile che la mancanza di una corretta e tempestiva informazione provochi disagi assai più grandi di quelli dovuti a questioni tecniche. Giuseppe Giuliani Pavia TRISTE FILM Il "Banda" sfreccia Voghera resta al palo n E' la seconda volta che scrivo per "proteggere" la memoria di mio padre dai frutti diciamo indelicati delle iniziative della sua città, Voghera, che vedono coinvolta la sua memoria. Grazie a Dio il "Banda" non ha bisogno di Voghera per essere ricordato dal mondo delle due ruote e anche lui , quando era vivo , ci rideva sopra; era ricordato con ammirazione ovunque, ma non nella sua città. Ricordo che alla sua morte un fantomatico Moto Club vogherese fu sollecitato da qualcuno a rendergli omaggio. Detto fatto, una sera, all'uscita dalla messa dai frati minori, qualcuno mi... "tirò dietro" una targa alla memoria come fosse una scatola di biscotti, lasciandomi una forte sensezione di elemosina. E che dire della via a lui intitolata di cui venni a conoscenza, per caso , da un amico che ci era andato ad abitare? L'ultimo episodio. Venerdì sera sono stata invitata alla festa in onore di quel meraviglioso Mauro Nespoli che onora la nostra città; l'invito era dovuto al fatto che sarebbe stato presentato un filmato sulle glorie sportive vogheresi. Che bello! Che commozione! perchè per me è soprattutto MIO PADRE . Invece alla fine dello spezzone a lui dedicato il " Banda" è stato liquidato più o meno con queste parole: «... personaggio che nel bene o nel male viene ricordato nella storia del motociclismo». Forse l'età mi ha fatto dimenticare la lingua italiana ma a me queste parole hanno lasciato il cuore pieno di disagio e di altri sentimenti più personali. In ogni sport si vince e si perde ma a volte succede che rimanga con più forza nella memoria collettiva chi magari ha vinto meno, ma ha lasciato "qualcosa" che gli altri non hanno saputo lasciare. E credo che sia difficile finire sulle enciclopedie di settore se non si è lasciato quel... "qualcosa". Ma a me non interessa la valutazione sportiva della carriera di mio padre, mi chiedo perchè sono stata invitata ad una manifestazione dalla quale sono uscita ferita per lui e in lacrime. Ma non importa, A 60 anni lo so perfettamente. Coloro che per godere di attimi di protagonismo possono solo parlare del protagonismo altrui sono tanto spesso persone così, senza cuore. Ma bastava evitare di ricordarlo.La mia famiglia non ha mai chiesto nulla al Comune di Voghera, abbiamo persino rifiutato la tomba di cui voleva farsi carico l'allora sindaco Gardella. Prima di morire voglio lasciare i cimeli di papà a un museo dello sport. Non andranno certo alla sua città. Approfitto per chiedere all'amministrazione comunale che duplicherà il filmato per diffonderlo di ripagare mio padre con un gesto di cortesia, tagliando lo spezzone che lo riguarda. Questo sarebbe un omaggio molto più gradito di quello che ho subito venerdì sera e di quello che subirebbe lui nel vedere diffusi questi commenti da parte della sua città. Maria Grazia Bandirola Voghera CINGHIALI Gli animali non sono giocattoli n Essendo stati gli animalisti oggetto di commento da parte del sig. Pietro Brandolini sul giornale di domenica 25 novembre, vorrei dare la mia opinione come animalista. L 'uomo viene prima dell'animale? Io risponderei purtroppo... Gli animali non uccidono per divertimento e non stanno rovinando questo stupendo pianeta, penso che l'uomo debba imparare ancora molto da loro. Per quanto riguarda i cinghiali, penso che siano numerosi proprio per l'allevamento scopo caccia, spesso i cinghiali che attraversano le strade sono in fuga da cacciatori che non esitano a sparare vicino strade e case con esiti drammatici che a volte tutti sappiamo. Invito l'assessore Alberto Lasagna a riflettere anche su questi punti. Per fortuna i tempi stanno cambiando e la consapevolezza che gli animali non sono giocattoli a nostra disposizione sta aumentando nella maggior parte degli italiani, sia per quanto riguarda la caccia ma anche circhi, vivisezione ed abitudini alimentari. Riccardo Ferlin Canneto Pavese SALICE Molestie, protagonista un ex dipendente n Mi preme far presente, in merito a titoli e contenuti dei due articoli apparsi l'1 e 29 novembre, che l'operatore sanitario accusato per stalking, e condannato in primo grado, non è più dipendente di questa Fondazione dal novembre 2009. Inoltre puntualizzo che ha lavorato presso la Fondazione, fino a quella data, con la qualifica non di infermiere, ma di O.s.s. (operatore socio-sanitario). La nostra struttura, in 50 anni di gestione da parte della Fondazione Don Gnocchi, credo si sia distinta, grazie al lavoro e alla competenza dei suoi operatori, nel campo della cura e dell'assistenza, in particolare dei più fragili e dei più bisognosi. Diego Maltagliati direttore centro S. Maria alle Fonti Fondazione Don Gnocchi