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PAVIA Ha inventato un personaggio, il commissario Kostas Charitos, che per credibilità e simpatia è in grado di rivaleggiare con il Montalbano di Camilleri. Domani, nell'ambito dei festeggiamenti per i 50 anni della facoltà di Economia, lo scrittore greco Petros Markaris presenterà il suo ultimo libro dal titolo "L'esattore" (Bompiani, pagine 340, euro 18,50). L'incontro, in programma alle 18.30 nella sala dell'Annunciata in piazza Petrarca, è organizzato e promosso dalla comunità ellenica pavese e dall'università degli studi di Pavia, facoltà di economia, con il patrocinio della Provincia di Pavia, del consolato generale di Grecia a Milano e con il contributo di banca Popolare di Novara, Bompiani e Feltrinelli. Il direttore de La Provincia Pavese, Pierangela Fiorani, intervisterà l'autore. Dopo la descrizione del mondo dell'alta finanza con "Prestiti scaduti", primo tomo di una trilogia in programma sul tema, ora è la volta di un esattore fiscale decisamente sui generis. Perché l'Esattore di Markaris prova a risolvere, a modo suo, uno dei più gravi problemi della società greca: l'evasione fiscale (che a noi italiani suonerà molto familiare). L'"Esattore nazionale" prima invia a noti evasori fiscali una missiva in cui li invita a saldare quanto devono al fisco per ottenere un condono. Se non lo fanno, il misterioso personaggio trasforma il condono in una sentenza di morte. Eseguita con una puntura di cicuta, lo stesso veleno che uccise il filosofo Socrate che preferì obbedire alle leggi e morire che andare in esilio. Sono senz'altro deprecabili i sistemi adottati dall'Esattore, ma funzionano: nel giro di dieci giorni, infatti, nelle casse dell'agonizzante stato ellenico finiscono otto milioni di euro. L'Esattore diventa una specie di Zorro, di Robin Hood in salsa greca. Con il popolo che scende in piazza per inneggiare al nuovo salvatore della patria. Spetterà al commissario Charitos indagare su un caso che si annuncia scottante. Anche per le pressioni del potere politico che lo ostacolano, la rivalità e le gelosie degli altri corpi investigativi che ne vedono un temibile concorrente, le ambivalenze di chi lo circonda. Con questo caso Markaris non si limita a costruire un noir di classe; come tutti i grandi scrittori riesce infatti a restituire lo spirito del tempo. Ossia una società, quella greca, in cui l'austerità ha acuito ulteriormente le differenze sociali, le diseguaglianze: pensionati e dipendenti statali costretti a tagli pesanti del loro reddito; mentre i grandi evasori spostano, molto semplicemente, i loro capitali all'estero. Affossando, così, ancor di più il Paese. (p.a.v.)