PRIMARIE»IL BALLOTTAGGIO

di Gabriele Rizzardi wROMA Venti punti di distacco. Pier Luigi Bersani stravince il ballottaggio con Matteo Renzi, recupera il voto delle regioni "rosse" (tranne la Toscana) e conquista il podio più alto, quello di candidato premier del centrosinistra. L'investitura per il "dopo-Monti" arriva a metà scrutinio con l'ammissione della sconfitta da parte del sindaco di Firenze. Il segretario del Pd ottiene il 60,8% dei voti, Renzi si ferma al 39,1%. L'affluenza è stata alta anche se un po' inferiore al primo turno: quasi 3 milioni rispetto ai 3 milioni 200 mila di una settimana fa. Un calo «fisiologico» spiega il presidente del comitato dei garanti delle primarie, Luigi Berlinguer. Alla fine, il caos ai seggi non c'è stato e la tregua tra Bersani e Renzi ha retto anche se, a cominciare dalle prime ore del mattino, i comitati del sindaco di Firenze hanno denunciato «irregolarità che mettono a rischio la validità del voto in numerosissimi seggi» soprattutto in Toscana e a Roma. Ma Luigi Berlinguer spegne sul nascere ogni polemica e assicura che le operazioni di voto si sono svolte «regolarmente e in modo fluido e sereno». Tutto fila liscio e in serata Bersani può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Poi, tutti a festeggiare al cinema Capranica, due passi da Montecitorio. Il morale nel quartier generale del segretario è alto e Dario Franceschini guarda già al domani: «Adesso iniziamo uniti la lunga galoppata per riportare i progressisti alla guida del paese. Dobbiamo partire da quel che ha fatto Monti, ma con molta più giustizia sociale e molta più equità». E D'Alema? Il presidente del Copasir arriva al Capranica alle 22 in punto e a chi gli ricorda che aveva annunciato che in caso di vittoria di Renzi avrebbe dato battaglia, risponde secco: «Sono rilassato, ora posso lavorare tranquillamente senza dare battaglia». Da Bologna si fa vivo anche Romano Prodi, che sottolinea l'importanza delle primarie e ammette che adesso Bersani «è molto più forte di ieri, certamente abbastanza forte per mettere in atto i cambiamenti necessari». A sancire il successo del leader democratico c'è il voto delle regioni del centro Italia. Nelle Marche Bersani raggiunge il 54%, in Emilia Romagna tocca il 60,43% ed anche in Umbria arriva al 51%. In Toscana, invece, la maggioranza dei voti la ottiene Renzi (54,9%) ma Bersani arriva comunque al 45% (al primo turno aveva il 35%. La giornata del ballottaggio per Bersani comincia a Piacenza dove il segretario si reca con calma al seggio nella sede della ex Circoscrizione 2 in compagnia della moglie e delle figlie. La parola d'ordine è serenità e il segretario, pressato dai cronisti che gli chiedono cosa intenda fare per allentare la tensione, ostenta una calma olimpica ma non rinuncia a punzecchiare il suo competitor: «Renzi gioca a calcetto? Ma io sono ben tranquillo, non sono mica teso... Adesso mi fate votare tranquillo che ho già parlato tanto in questi gorni. Oggi è una festa, poche chiacchiere». Poi, dopo un pranzo in famiglia, Bersani ringrazia tutti i volontari che hanno reso possibili le primarie con un messaggio su Twitter: «Oggi sarà una giornata di festa per la democrazia. Grazie a tutti volontari che la stanno rendendo possibile». Ma un ringraziamento particolare il segretario, che dalla sua ha il partito e la Cgil, lo deve anche e soprattutto a Nichi Vendola, Bruno Tabacci e Laura Puppato, che hanno chiesto ai propri sostenitori di non votare per Renzi e hanno reso possibile la sua vittoria. Scontato il commento del leader di Selm, per il quale il successo di Bersani indica una svolta a sinistra: «Ho votato per Pier Luigi perché al centro delle sue parole ci sono due concetti che si incrociano e sono decisivi per affrontare la crisi del nostro tempo. Ora bisogna vincere le politiche e costruire tutti insieme, se sarà, possibile, un'esperienza di governo». Inaspettatto, invece, l'endorsement della Puppato che è rimasta molto delusa dalle polemiche del sindaco di Firenze sulle regole per le primarie ma anche da alcuni annunci in stile berlusconiano: «La mia decisione l'ho presa ieri in funzione dell'ultima settimana e l'atteggiamento di Renzi e la sua caduta di stile non gli ha giovato». ©RIPRODUZIONE RISERVATA