Ilva, il governo è fiducioso «Decreto costituzionale»

TARANTO Il decreto sull'Ilva appena varato «non solo è costituzionale, ma valorizza moltissimo quello che la magistratura ha deciso». Così il ministro dello Sviluppo Corrado Passera risponde alle perplessità sollevate anche ieri dalla magistratura tarantina dopo il sì del consiglio dei ministri a proseguire con la produzione. «Su questo decreto a prima vista nascono dei dubbi e delle perplessità - spiega il procuratore capo Franco Sebastio - Dovremo approfondire la questione che è di una certa complessità. Dopo di che prenderemo le nostre decisioni». La Procura di Taranto starebbe in realtà valutando di chiedere l'eccezione di incostituzionalità o di sollevare un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato. Ma il governo è fiducioso: «Abbiamo approfondito ogni aspetto, a cominciare da quelli di costituzionalità - assicura il premier Mario Monti- abbiamo cercato di rimettere in ordine diverse responsabilità perché gli impegni vengano presi seriamente, e vi siano sanzioni severissime ed effettivamente osservate. Perché non possiamo cadere nella trappola che vi sia una contraddizione tra la produzione moderna e la salute e l'industria». Insomma, chiarisce il ministro Passera, «se si chiude l'Ilva non avremo né salute, né lavoro e si crea un problema enorme a tutto il Paese. L'importante è che vengano fatti i lavori richiesti dalla magistratura nel minor tempo» e il decreto prevede «delle pressioni forti sulla proprietà affinché faccia i lavori», non ultima la «possibilità di amministrazioni straordinarie». Il ministro è poi certo che l'autorizzazione integrata ambientale, con gli interventi previsti, garantirà gli attuali livelli di occupazione e sottolinea che «l'azienda ha dato la propria disponibilità». Anche il ministro alla Salute Renato Balduzzi si affretta ad assicurare che nel decreto ci sono «garanzie sanitarie e ambientali» e che non c'è «nessun conflitto con la magistratura». Sta di fatto che al mondo togato il decreto non piace. «Prima di consentire all'Ilva di continuare a produrre bisogna avere la certezza che sia stata eliminata ogni fonte di pericolo per la salute della collettività. Dire che questo pericolo sia stato eliminato con un decreto è un'assunzione forte di responsabilità da parte del governo». A dichiararlo è il segretario dell'Anm, Maurizio Carbone, che svolge funzioni di pm a Taranto. «La Costituzione - sottolinea - tutela il diritto al lavoro ma anche alla salute». Non solo. Per i magistrati riuniti nell'assemblea di Area si tratta «di un pericoloso precedente che oggettivamente crea un conflitto tra poteri dello Stato». Intanto anche dal fronte politico le critiche non mancano. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che definisce il decreto «uno schiaffo al bisogno di salute della città». «A Taranto ora si può inquinare per decreto» aggiunge il presidente dei Verdi Angelo Bonelli. «Dove sono i soldi per la bonifica e la riconversione?» si chiede infine Antonio Di Pietro. (m.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA