Oggioni già brilla «A Pavia come a casa non posso deludere»
PAVIA Diciotto anni e una passione per la pallavolo iniziata da giovanissima, Carlotta Oggioni è la seconda palleggiatrice della Riso Scotti e domenica scorsa contro Casalmaggiore ha egregiamente sostituito Serena Masino, incappata in un giornata no. Carlotta è "figlia d'arte", visto che entrambi i genitori hanno giocato ad alti livelli, iniziandola al volley fin da bambina. «Sono nata in palestra – racconta l'alzatrice romana –. Ho iniziato a giocare quando avevo 5 anni e mezzo e fino alla scorsa stagione giocavo nelle giovanili, con l'ultima parentesi in B1. Ora gIocare non è più solo un divertimento, ma un impegno a tutti gli effetti». Carlotta è arrivata a Pavia quest'anno e ha già avuto più di una possibilità per dare il suo contributo alla squadra di coach Lotta. «Due anni fa la Riso Scotti mi aveva contattata – continua – ma ho preferito finire la trafila delle giovanili e poi prendere una decisione. Quest'estate sono salita a Pavia un giorno per fare un allenamento con Massimo Lotta e ho deciso di restare. È un bell'ambiente, serio, dove siamo state in grado di creare una famiglia. Mi sento come a casa ed è una cosa importante per il primo anno che vivo lontano da Roma». Per Carlotta l'impegno pavese è doppio perché oltre ad allenarsi sta portando a termine gli studi classici al liceo San Giorgio. «A scuola non ho mai avuto problemi – racconta la diciottenne – ma da quando mi alleno tutti i giorni studiare è diventato più impegnativo e devo farlo di notte. Nonostante le difficoltà iniziali, ora mi trovo molto meglio e ho cominciato a legare anche con i miei compagni. Certo, è difficile alla mia età lasciare gli amici di sempre a Roma, ma almeno ora mi sto ambientando e costruendo altre amicizie». Nell'ultima partita, in casa contro Casalmaggiore, il suo ingresso in campo ha dato una boccata d'ossigeno all'attacco che sembrava essersi inceppato. «Domenica sono entrata molto tesa, ma sapendo di dover dare il massimo, perché ci sono persone che credono in me e si aspettano qualcosa. Io stessa mi aspettavo di fare bene, quindi era giusto giocare con grinta. Il terzo è stato un buon set. Ho sentito che la squadra girava e che i giochi ci riuscivano: mi sentivo nella squadra». Studentessa e giocatrice, a Carlotta resta poco tempo per gli hobby. «E' difficile avere altre cose da fare dopo gli allenamenti e la scuola, sono a casa da sola e devo cucinare, e pure fare la lavatrice, tra le altre cose. Se avessi più tempo? Farei shopping». Sara Canali