Tornano a casa per cena e trovano un ladro

VOGHERA «Ho messo la chiave nella toppa e ho capito che qualcuno aveva bloccato la porta. Ho pensato subito ai ladri». La moglie del dottor Rino Zelasco, medico vogherese per anni alle dipendenze dell'Asl, ricordava ancora il furto subito diversi anni fa, in via Barbieri. I coniugi Zelasco hanno subito allertato il 113: «Qualcuno è in casa nostra, venite in via Kennedy». Intanto il ladro, all'interno della casa, ha sentito i rumori e ha raccolto la refurtiva nella federa di un cuscino, è saltato dal balcone, che è al primo piano, quindi ha superato in agilità due cancellate, per far perdere le sue tracce. Dietro di sè ha lasciato una lunga scia di denaro. Ma si trattava di biglietti fuori corsi di mille lire che il figlio di Zelasco aveva collezionato. Banconote senza alcun valore. «I danni non sono molto elevati - spiega il medico - ha preso qualche gioiello, vari oggetti, un cellulare, ma niente di preziosissimo». A quanto pare il ladro, attorno alle 18, si è arrampicato sul pluviale della palazzina, salendo al balcone del primo piano. Lì ha forzato la tapparella e la porta-finestra, utilizzando un cacciavite. Quindi il ladro ha chiuso con un chiavistello la porta d'ingresso e ha iniziato a rovistare in sala e nelle camere da letto. Quando ha sentito i rumori alla porta ha saltato dal balcone. «In quel momento il vicino lo ha visto con la telecamera a circuito chiuso - racconta il medico -. Purtroppo il suo apparecchio non registra, ma ha visto che si tratta di una persona abbastanza giovane. Il vicino è uscito e ha urlato, mentre il ladro, in fuga, gridava: «Non ho fatto niente, non ho preso niente». Pare che l'uomo avesse un accento straniero. (c.e.g.)