Insidia Juve, riecco il derby col Toro

TORINO «Aspettavamo il derby da tanto tempo». È il più bel prodotto del settore giovanile degli ultimi anni, Claudio Marchisio, a esprimere lo stato d'animo dei bianconeri alla vigilia della stracittadina. «A livello giovanile era la partita più sentita – aggiunge –. La testa è solo a questa partita e non a Donetsk. Vogliamo vincere perché il campionato è uno dei nostri principali obiettivi». Anche per Conte. Poche mosse, le sue, il minimo indispensabile per intervenire sui punti critici: infatti non si fida del Toro e schiera una formazione vicina a quella titolare. Riposano Asamoah per Giaccherini, Pogba prende fisiologicamente il posto di Vidal acciaccato, Giovinco si riprende quello di Quagliarella (ma il turnover in attacco è una costante). E soprattutto, rientra Chiellini. Quest'ultimo è un segnale di quanto il tecnico bianconero tenga alta la guardia nei confronti della squadra di Ventura: assorbito in pochi giorni il fastidio al polpaccio, Chiellini non viene preservato per Donetsk, una tappa fondamentale della stagione, tant'è che ha deciso di partire un giorno prima per l'Ucraina. La Juve sa di essere superiore nel gioco e nella qualità, ma teme se stessa (troppi i gol falliti nella stagione) e anche l'atteggiamento prevedibilmente chiuso dei granata. Nonché la voglia di stupire e di sgambettare i cugini dei Ventura-boys. Giampiero Ventura, sportivo ma anche realista, dice: «La Juve è più forte, ma il Toro se la giocherà». Fotografia probabilmente esatta, a meno che torni in campo la Juve svuotata di San Siro. È improbabile, altresì, che i giocatori granata, quasi tutti esperti, possano farsi condizionare da un avversario forte come altri che hanno già incontrato, Napoli e Lazio in trasferta e Inter in casa. L'aria del derby, insomma, per Bianchi e compagni (nessuno dei quali torinese o proveniente dal vivaio, tranne Ogbonna), non incombe così tanto da indurli a vedere la Juventus in modo diverso dalle altre grandi. E poi, il Toro, anche questa volta, ha un'arma in più: meno da perdere rispetto all'avversario.