Belotti ritrova il Pavia «Azzurri da play off»
Allenamento di rifinitura per il Pavia, oggi pomeriggio alle 15, prima della trasferta di Bergamo contro l'Albinoleffe. Gli azzurri devono rinunciare allo squalificato D'Orsi e anche a Meza Colli (che ha problemi al collaterale), oltre agli altri infortunati (Reato, Redaelli, Scampini, Pompilio). Rientrano però dalla squalifica sia capitan Fasano che Capogrosso (foto). Nei giorni scorsi sono invece rimasti a riposo precauzionale Cesca, Beretta, La Camera e Lussardi, che però dovrebbero esserci nella sfida di domani allo stadio Atleti azzurri d'Italia. Biglietti per Bergamo in vendita al Bar Lanterna di via S. Giovannino a Pavia. di Luca Simeone wPAVIA Con l'Albinoleffe ha ritrovato la Prima divisione dopo otto anni giocati nella categoria inferiore. E domani Mauro Belotti tornerà a incrociare da avversario il Pavia, nel quale militò nel campionato 2007-2008. Una stagione, in C2, finita con una salvezza agli spareggi che evitò la serie D. In quella squadra assieme a Belotti c'erano Benny Carbone, Emanuele Giaccherini e Omar Torri. «Sì, ma era l'anno dopo la retrocessione dalla C1 e bisognava ricostruire: la squadra era giovane, Torri lo avemmo solo da gennaio e per fortuna arrivò. Fu una bella salvezza, dopo una gran riconcorsa. Giaccherini? Già allora si vedeva che aveva dei "colpi", ma pronosticare che sarebbe arrivato alla Juventus e in nazionale non era facile. Però si è sempre impegnato tanto e con grande umiltà. Si è meritato di arrivare dove è adesso». Alla fine di una stagione giocata da titolare inamovibile, però, Belotti lasciò un po' a sorpresa il Pavia. «Mi sarebbe piaciuto restare, ma ero in prestito dall'Albinoleffe e non si trovò l'accordo tra le due società – spiega Belotti – con il Pavia e con Alessandro Zanchi sono rimasto in ottimi rapporti». Dopo l'azzurro Belotti rimase sei mesi all'Albinoleffe e poi da gennaio all'Alto Adige, quindi due anni al Rodengo Saiano, uno al Savona. Sempre in C2 o Seconda divisione, come si chiama da qualche anno. Eppure Belotti, cresciuto nell'Atalanta, da giovanissimo era nel giro delle nazionali: dall'under 16 all'under 19, con cui conquistò da titolare anche un campionato europeo assieme ai vari Chiellini, Aquilani e Pazzini. Qualche rimpianto per non aver fatto una carriera analoga ai suoi compagni di allora? «Un po' di rimpianto c'è – dice Belotti – anche perché ovunque sono andato ho sempre giocato. Contano anche le scelte che fai all'inizio di una stagione: ti sembrano quelle giuste e poi invece magari devi ricrederti. A Rodengo e Savona, per esempio, diciamo che non sono stato fortunato: si partiva per vincere il campionato e invece dopo qualche mese la società è fallita. Comunque a 28 anni ho di nuovo l'opportunità di giocare nella terza serie: mi è piaciuto il discorso del club, e cioè cercare di ricostituire uno zoccolo duro bergamasco all'Albinoleffe. Per tutti noi è una scommessa: riuscire a salvarci nonostante i 10 punti di penalizzazione e con una squadra giovane sarebbe una vera impresa. Non è facile andare in campo sapendo che sei ultimo. Non puoi permetterti di sbagliare nulla». Il -10 ora è stato cancellato e l'Albinoleffe è a 6 punti (ne avrebbe 16, due in meno del Pavia), dopo due vittorie in 3 gare, l'ultima un perentorio 4-1 a Portogruaro: «Ci siamo ripresi i punti lasciati la domenica prima con il Lumezzane». E il Pavia? «Ha importanti individualità: Cesca è una punta di categoria, Beretta è giovane ma già affermato, e poi Statella, La Camera, Fasano. A parte quelle due o tre squadre più forti, secondo me può giocarsela per i play off. Domenica è importantissimo per entrambi fare punti. Che gara mi aspetto? Decisa da episodi, come spesso capita in questa categoria». Nell'Albinoleffe c'è un altro Belotti, Andrea, promettentissimo attaccante classe '93 (già 7 gol all'attivo) che è compagno di Beretta in nazionale Under 20: «Sta facendo bene. E se continua così, possiamo salvarci». ©RIPRODUZIONE RISERVATA