COSÌ LA FOTO DIVENTA UN DIPINTO
di PAOLO CAGNAN Nessuno, in fondo, si è stupito più di tanto quando, a fine settembre, la società d'analisi americana Comscore ha certificato il sorpasso su Twitter: che Instagram avesse per così dire fatto il botto, era ormai sotto gli occhi di tutti i suoi fan. Un sorpasso prodigioso, traguardo tagliato poco prima di compiere due anni di vita. Le cifre parlano di cento milioni di iscritti e di 7,3 milioni di utenti quotidiani rispetto ai 6,9 milioni di Twitter. È l'ultima – o forse già la penultima? – frontiera dei social network. E la passione per la foto, la sua unica e autentica chiave di lettura. Ci eravamo abituati a usare Facebook per interfacciarci con i nostri amici vicini e lontani, a informarci con Twitter, a scambiarci le nostre passioni con Pinterest... La condivisione delle foto, in qualche modo già esisteva: attraverso Facebook ovviamente, ma anche con Flickr. Poi è arrivato Instagram, e ha presto fatto il vuoto. «Sai, c'è una nuova App per smartphone che ti fa fare foto stile Polaroid, ricordi com'erano?» ti dicevano gli amici. Ma IG, l'acronimo con cui i suoi utenti lo conoscono, è molto di più. Capace di trasformare una foto così così (per messa a fuoco, luce, contrasto) in un suo "clone" per molti aspetti irriconoscibile, e di applicare effetti spesso strabilianti in modo semplice e intuitivo. Instagram è una piattaforma di photo-sharing (condivisione di immagini), ma non solo. È un modo nuovo d'intendere la fotografia, ma anche le arti visive in genere. E in questo senso, quasi certamente, si svilupperà da qui a poco. Nata come applicazione per iPhone e Android, ben presto si è rivelata un ottimo strumento anche per i tablet, a partire dall'iPad. Come funziona, è presto detto. Una volta scaricata la App sul telefonino, potete iniziare a scattare le vostre foto, in formato quadrato, stile Polaroid, appunto. Poi, prima di pubblicarle, potete sbizzarrirvi con i filtri: basta selezionare un pulsante touch, e ogni foto assumerà caratteristiche diverse: più contrastata, effetto vintage, volutamente sovraesposta, rarefatta, trasformata in bianco e nero, con o senza cornice, con effetto sfocatura a goccia o a sezioni verticali o orizzontali. Fatta la scelta, non vi resta che pubblicarla, con una didascalia e con lo stesso sistema degli hashtag – le parole chiave identificative – usato su Twitter: decisivo per conquistare nuovi amici con cui condividere le foto (anche qui, follower e following) e per entrare a far parte di comunità territoriali (come #igersitalia per le foto italiane), tematiche (#instafood per le foto di gastronomia) o generaliste, con "colossi" come #instagood (61 milioni di foto), #instamood (42 milioni) #iphonesia (36 milioni); #instadaily (32 milioni) e #instagramhub (28 milioni). Instagram consente di crearsi una playlist di amici, o meglio una fotogallery personalizzata continuamente aggiornata. Potendo commentare e interagire con gli altri utenti. Il boom del social network fotografico e dei suoi "filtri magici" ha creato una sorta di mercato parallelo di Apps che migliorano e aumentano le possibilità di ritoccare le foto: da Snapseed a Colorsplash, da Mirrorgram a Fisheye Pro, è tutto un tripudio di opportunità creative. Del resto, se mister Zuckerberg (il patron di Facebook) ad aprile si è comprato Instagram per un miliardo di dollari, qualcosa ci avrà pur visto: ad esempio, la possibilità di portare la sua interfaccia sul Web, e qui già ci siamo. Il prossimo step? Probabilmente, passare dal photo-sharing al video-sharing, con una nuova piattaforma che consenta di editare e condividere anche i filmati girati con gli smartphone. Con la crescita degli utenti, su Instagram si registra purtroppo anche una crescita esponenziale di messaggi di spam, per ora solo in inglese. Offrono App o sedicenti occasioni di facili guadagni in rete, un po' come le vecchie catene di Sant'Antonio. E poi, c'è chi vende pacchetti di followers, finti amici a migliaia. Perché l'ego, sui social, è facile solleticarlo: basta qualche lusinga e un pugno di dollari... È il rovescio della medaglia. Volendo, ci si può comunque consolare con i contest, veri e propri concorsi fotografici sempre più popolari nella comunità di instagramers. Un esempio italiano? Provate un po' con #instatipspaesaggi. @PCagnan ©RIPRODUZIONE RISERVATA