IL TELEVISORE? IN SALOTTO MA NON SOLO

di ANNALISA D'APRILE Televisori sottilissimi a basso consumo e schermi flessibili. Film e programmi che dalla rete si riversano in tv, ma anche su telefonini, tablet e sulle console dei videogiochi. Tecnologicamente sempre più avanzato l'apparecchio, completamente stravolti i contenuti e soprattutto la loro fruibilità. È la tv del futuro e, in buona parte, già del presente. Quella del vecchio tubo catodico, che riceveva il segnale del ripetitore con l'antenna sul tetto di casa è solo un ricordo. Da alcuni mesi in tutta Italia c'è solo la televisione digitale terrestre, pensionata quella analogica. Ma è davvero così? «Non siamo più nelle condizioni di essere alle 20 tutti davanti alla tv per vedere un tg, un film o il nostro programma preferito. Perché oggi lo guardo dove voglio e quando voglio», dice Margherita Acierno, giornalista, autrice di un blog (MashUp!) su nuovi media e tecnologie digitali, che di recente ha scritto un libro "A tutta tv! Nuovi modi di guardare la televisione al tempo di internet" (Lupetti Editore). «Sicuramente da qui a breve anche in Italia i contenuti audiovisivi sempre più verranno veicolati via internet – spiega la Ascierno – perché internet ha più di due miliardi di utenti nel mondo e perché gli apparecchi mobili hanno una diffusione planetaria». Nel nostro Paese, rispetto al resto d'Europa, sull'accesso a internet, per non parlare di quello alla banda larga (cioè una connessione a internet più veloce, come lo sarebbe quella assicurata tramite fibre ottiche) siamo un po' indietro: il 62 per cento delle famiglie è collegata con la rete, mentre è al 52% la connessione alla banda larga, che include anche le connessioni 3G, cioè con gli smartphone tanto diffusi tra gli italiani. Ma l'industria tv è andata avanti e ha capito che per il futuro dovrà concentrarsi su questo concetto: arrivare a un pubblico massiccio e accompagnarlo in qualsiasi momento della giornata. Così nascono i portali, dei canali del servizio pubblico come delle reti commerciali, che mandano in onda (sul web) i programmi in streaming (senza cioè che ci sia bisogno di scaricarli e salvarli). Non solo. Non è più necessario essere in una stanza, quella con la tv accesa, per seguire quello che vogliamo: con il simulcast i programmi vengono trasmessi simultaneamente su più canali, quindi tv, radio, web e quindi pc, cellulari e tablet. Dunque, tutti i contenuti televisivi online rappresentano l'ultima rivoluzione, l'unica in grado di conquistare i più giovani, tipologia di pubblico che snobba la vecchia scatola parlante. «L'altro cambiamento epocale sono i contenuti internet che si riversano nella tv – aggiunge la Ascierno – Le smart-tv si collegano a internet, quando le accendi sono come un telefonino, hanno le app (le interfacce dei cellulari), aziende produttrici di televisori come Samsung hanno preso accordi con Youtube, Sky e Facebook perché i contenuti online possano essere ricevuti dalla tv, il che presuppone la banda larga». Ma a proporre una nuova forma di intrattenimento che coinvolga e aggreghi tutta la famiglia, sono anche i produttori di console e videogiochi che hanno creato piattaforme che mescolano i contenuti della tv on quelli della rete. I gestori telefonici hanno messo da parte la web tv (che comunque è un altro fenomeno in ascesa: 642 quelle distribuite in tutta Italia con un tasso di crescita dell'11% rispetto al 2011, secondo il monitoraggio di Altratv.tv), e insieme alle pay tv, hanno messo on line offerte di pacchetti che comprendo film, serie tv, programmi sportivi, partite. Insomma, una sorta di tv personale, lo spettatore compone il proprio palinsesto e poi può vederlo in tv, sul pc, sullo smartphone o sul tablet. E per il futuro prossimo, secondo l'esperta, «l'industria tv deve mettere il pubblico al tavolo di regia se vuole pensare di sopravvivere, né potrà pensare di non mettere al centro delle sue strategie i social network. Con Facebook e Twitter non solo i programmi si commentano in tempo reale, ma aiutano anche a monitorare il gradimento del pubblico». E, intanto, aspettiamo da Corea e Giappone i tv Oled, i pannelli touchscreen simili a vetri e, in futuro, quelli flessibili per smartphone e tablet. ©RIPRODUZIONE RISERVATA