Muore suicida ospite della Pezzani
di Roberto Lodigiani e Carlo Gobbi wVOGHERA Si è lanciato nel vuoto da un terrazzino al secondo piano della casa di riposo Pezzani. Un volo di nove metri, l'impatto tremendo al suolo, la corsa all'ospedale e il decesso avvenuto poche ore dopo il ricovero, malgrado il prodigarsi del personale sanitario. Così è morto L.M., 82enne ospite della struttura assistenziale di viale Repubblica. Il pensionato era originario di Milano, dove vive uno dei due nipoti (l'altro abita a Roma), gli unici parenti stretti che gli erano rimasti. I carabinieri della compagnia di Voghera, che stanno svolgendo le indagini coordinate dal sostituto procuratore Ilaria Perinu, hanno escluso l'ipotesi di un incidente, propendendo per il suicidio. Da chiarire le cause, visto che L.M. non ha lasciato messaggi o lettere d'addio. L'anziano degente della Pezzani soffriva di diabete e doveva sottoporsi a dialisi, ma questo accadeva ormai da tempo e nulla nelle ultime settimane lasciava presagire un suo gesto disperato. Anche martedì sera ha cenato con altri ospiti, come era solito fare sempre, poi si è congedato spiegando di voler consumare un caffè. In realtà, aveva deciso di farla finita. Ha aperto la porta anti-panico di uno dei terrazzini che dà sul giardino, ha scavalcato il muretto di protezione alto oltre un metro e mezzo e si è gettato di sotto. I soccorsi sono stati immediati. Respirava ancora quando il medico interno di cura ha cominciato a praticargli le terapie rianimatorie. Sul posto, l'èquipe del 118 e l'ambulanza della Croce Rossa. Ma L.M. si è spento dopo qualche ora di agonia, per la gravità delle lesioni riportate. I carabinieri hanno subito sequestrato le cartelle cliniche e l'intera documentazione socio-sanitaria che lo riguarda. L'inchiesta dovrà stabilire se ci sono state eventuali responsabilità della struttura, mentre si sta valutando se disporre o meno l'autopsia. Affranto uno dei nipoti che si è recato a Voghera non appena appresa la tragica notizia. L.M. viene descritto come una persona tranquilla, che affrontava con serenità la sua condizione di dializzato. Soffriva, ovviamente, di questo fardello, ma senza lasciar intuire una sua decisione estrema. Alla Pezzani descrivono come cordiali i suoi rapporti con gli altri degenti e frequente la partecipazione alle attività comuni. Dormiva in una cameretta a due letti e aveva accettato di buon grado la coabitazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA