Marina Berlusconi frena il padre sul ritorno

di Nicola Corda wROMA «Berlusconi rinnovi con noi il Pdl». Quello di Alfano ha il sapore dell'ultimo richiamo utile prima dell'inevitabile strappo. «Sto lavorando per l'unità del partito e sono convinto che sia la strada giusta», ragiona colui che potrebbe esser il primo e l'ultimo segretario del Pdl. Berlusconi ieri è restato in silenzio ma nel suo entourage fanno capire che ormai il dado è tratto e l'annuncio della nuova edizione di Forza Italia ormai imminente, probabilmente già domani. A farlo capire, neanche tanto indirettamente, è un fedelissimo del Cavaliere come Galan: «Mi hanno detto di essere a Roma giovedì». Una mossa che in tanti considerano come il colpo di grazia per un partito ormai profondamente diviso, dipendente ancora dal suo leader che invece sta decidendo di prendere un'altra strada. L'ufficio di presidenza, che doveva essere convocato in questi giorni per metter fine al balletto delle primarie, ufficialmente non è convocato e questo la dice lunga sul suo stato di salute . «Aspettiamo la sfida tra Bersani e Renzi» ha detto nei giorni scorsi Berlusconi, mentre il gruppo dirigente che ruota intorno ad Alfano chiede che le primarie si facciano comunque. Daniela Santanchè e Micaela Biancofiore ci saranno solo se il capo rinuncia, mentre gli altri quattro Meloni, Samorì, Crosetto e Cattaneo sono già schierati e incalzano il segretario. «Abbiamo visto nel centrosinistra che anche un confronto aspro ma leale fa crescere la partecipazione degli italiani, sarebbe un errore un ulteriore cambio di rotta» dice Giorgia Meloni, tanto determinata da non temere neppure una sfida con lo stesso Berlusconi. Avanti comunque, a meno che che il pressing familiare e aziendale di queste ore faccia breccia sul capo e lo convinca a rinunciare al ritorno. Sarebbe stata, infatti, la stessa figlia Marina a consigliargli di non imbarcarsi in una nuova avventura politica: la congiuntura e la situazione economica del gruppo Mediaset, sarebbe stato il suo ragionamento con il padre, consigliano prudenza, meglio restare dietro le quinte. "Stop and go" che tengono il partito in subbuglio, anche le anime che rappresentavano le vecchie correnti non sono più le stesse. Se dovesse nascere la nuova Forza Italia (o Forza Italiani) lo scenario probabile è lo spacchettamento del partito: la pattuglia di Berlusconi (Gelmini, Romani, Verdini, Bondi) nella nuova avventura, il Pdl alla cui guida resterebbe Alfano, sostenuto fra gli altri anche da Formigoni, e una nuova destra dove gli ex An tornerebbero alla casa madre. Nessuno di loro però è in grado di capire chi va con chi perché le anime sono ormai in disfacimento. In molti vorrebbero seguire Silvio ma ad Arcore dicono sia ormai pronta una vera e propria "black list" degli impresentabili, (leggi anche traditori) per i quali la nuova Forza Italia avrà porte sbarrate. Nell'elenco non solo i cugini di An ma anche il capogruppo Cicchitto che replica: «C'è differenza tra essere leali e cortigiani o servi». Ma lo scontro è comunque aperto. «Il Pdl? Ormai è evidente - dice con sarcasmo Galan - che comanda un gruppo, un "cercho tragico" che ci ha portato a perdere tutte le elezioni. Non faccio nomi. Comandano quelli che sapete, soprattutto La Russa». Inevitabile la mestizia di Alfano che ribadisce che se si candidasse Berlusconi le primarie non si farebbero. «Le stiamo facendo con una certa sofferenza», ammette poi, ma io continuo a fare campagna elettorale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA