«Sì, l'ho ucciso per difendermi»
di Adriano Agatti wPAVIA Una furibonda lite familiare in piena notte davanti alla casa dello zio seguita da una coltellata. E' morto così Gianluca Serpa, il calciatore diciottenne dell'Atletica del Po. I carabinieri hanno messo in stato di fermo Angelo Siciliano, un muratore di 25 anni che abita a Chignolo Po in via Marconi. E' accusato di omicidio volontario. Lui ha confessato di aver vibrato le coltellate ma per difendersi. Il giovane sarebbe stato «inchiodato» dal racconto della fidanzata Fiorella Serpa, la cugina della vittima. Un racconto che sarebbe stato confermato da Giuditta Serpa, la sorella della giovane ha permesso di chiarire il giallo di Chignolo. Alla rissa avrebbero partecipato anche Giacomo Serpa, il padre di Gianluca e Carmine. Loro non avrebbero raccontato la verità ai carabinieri «proteggendo» a loro modo l'assassino. Angelo Siciliano si era allontanato da casa la notte stessa del delitto (si era rifugiato nei campi) ma i carabinieri lo hanno rintracciato il giorno dopo vicino alla sua abitazione di via Marconi, a Chignolo. E' stato accompagnato in caserma dove, l'altra notte, messo di fronte all'evidenza avrebbe parzialmente ammesso le proprie responsabilità. Interrogatori pieni di tensione emotiva quelli di lunedì notte ai quali ha partecipato lo stesso colonnello Ernesto Di Gregorio, il comandante provinciale dei carabinieri di Pavia. La sua lunga esperienza investigativa e l'intuito dei suoi uomini (di Pavia e di Stradella guidati dal capitano Francesco Spera) hanno permesso di risolvere il giallo in poche ore. Una storia resa intricata da un velo quasi impenetrabile di omertà. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Paolo Mazza e dal procuratore di Pavia Gustavo Cioppa. Tra Giacomo Serpa, il padre della giovane vittima, e il fratello Sergio non correva buon sangue. I due avevano separato le loro attività (sono muratori) e da tempo litigavano per motivi di interesse. Domenica notte Giacomo Serpa ha perso la pazienza perchè avrebbe saputo che il fratello avrebbe sparlato dei figli al bar. E' salito sulla sua Renault ed è andato a casa di Sergio. I due hanno litigato e, dopo qualche istante, sono arrivati anche i figli Gianluca a Carmine su una seconda auto. Fiorella Serpa si è spaventata e ha chiamato con il cellulare fidanzato Angelo Siciliano. «Vieni, vieni», sono state le sue uniche parole. Il muratore ha capito e si è precipitato in via XXV aprile dove è stato affrontato da Giacomo Serpa e dai figli. Angelo Siciliano sarebbe stato colpito a pugni e si sarebbe difeso con il coltello. Ha vibrato il fendente fatale. Gianluca barcollando ha sussurrato al padre: «Mi ha preso al cuore». Ma avrebbe avuto ancora la forza di sferrare un calcio al rivale. A questo punto sono arrivati anche Carmine Serpa e il padre Sergio che hanno colpito l'accoltellatore con pugni e calci. Momenti drammatici e Angelo Siciliano è riuscito a divincolarsi e a fuggire nelle campagne. L'omicidio è quindi avvenuto nel cortile. Giacomo Serpa, a questo punto, avrebbe cercato di portare via il figlio agonizzante in un lago di sangue ma, dopo qualche istante, non ce l'ha più fatta e lo ha adagiato sul marciapiede. Poi l'ha caricato in auto e con il figlio è partito verso il pronto soccorso. Qui il cuore del giovane calciatore ha cessato di battere. E sono iniziati i depistaggi.