Ucciso a coltellate Gianluca aveva 18 anni

di Adriano Agatti wCHIGNOLO PO Due coltellate, una al petto e la seconda, quella mortale, al cuore. Gianluca Serpa, un muratore che aveva 18 anni e abitava a Chignolo Po, si è accasciato sul marciapiede vicino ad un cortile di via XXV aprile a due passi dall'abitazione dello zio. E' stato soccorso dal fratello e dal padre ma il suo cuore ha cessato di battere al pronto soccorso dell'ospedale di Castel San Giovanni. Un omicidio, quello avvenuto la scorsa notte, che resta avvolto in un fitto mistero. Tante ipotesi ma nessuna certezza. I carabinieri della compagnia di Stradella hanno interrogato amici e parenti ma, per il momento, anche il movente resta oscuro. In un cassonetto, sempre di via XXV aprile, è stato trovato un coltello ricurvo e seghettato sporco di sangue che potrebbe essere l'arma del delitto. Un coltello da sub o da caccia con una lama di circa venti centimetri. Adesso dovrà essere esaminato dai Ris di Parma che dovranno determinare il Dna presente sulla lama e confrontarlo con quello della giovane vittima. Le indagini sarebbero concentrate nell'ambiente familiare ma, sino ieri sera, non c'erano indagati. Ecco la prima ricostruzione della tragedia avvenuta verso l'una e mezza della notte tra domenica e lunedì. Gianluca Serpa, calciatore dilettante grande tifoso del Milan, ha assistito alla partita della squadra del cuore contro la Juventus. Era al bar Da Cri, in via Garibaldi a due passi da casa, con un gruppo di amici. E' uscito poco dopo la mezzanotte e verso l'una un amico di famiglia l'ha riaccompagnato a casa. Qui inizia il mistero. Il giovane muratore è uscito poco dopo. Da solo? L'aveva chiamato qualcuno? Aveva un appuntamento? Per il momento è impossibile rispondere alle domande che sono fondamentali per l'inchiesta. Si sa che è arrivato a piedi in via XXV aprile, a circa seicento metri da casa. Si è fermato accanto alla casa dello zio e qui è stato aggredito. Forse Gianluca Serpa non ha nemmeno avuto il tempo di difendersi ed è stato colpito con due coltellate. E' caduto in un lago di sangue. Qualcuno, forse lo stesso assassino oppure un testimone del delitto, ha avvisato i familiari e si è allontanato. Il padre Giacomo e un altro figlio, Carmelo, sono saliti in auto e si sono precipitati in via XXV aprile. Secondo il loro racconto avrebbero trovato Gianluca in una pozza di sangue. Lo hanno caricato in auto e sono partiti a tutta velocità verso il pronto soccorso di Castel San Giovanni. Ma il giovane calciatore è morto pochi minuti dopo per la perdita di sangue. I carabinieri sono stati avvisati e sono arrivati a Chignolo Po. Le indagini sono proseguite ieri mattina coordinate dallo stesso comandante provinciale, il colonnello Ernesto Di Gregorio che ha subito abbandonato la cerimonia dell'inaugurazione dell'anno accademico per essere vicino agli investigatori. I carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Pavia hanno convocato a Stradella il padre della vittima, Giacomo Serpa e lo zio Sergio Serpa. I due sono stati interrogati insieme ad altri parenti dallo stesso comandante della compagnia di Stradella, il capitano Francesco Spera. Gli investigatori hanno chiesto a tutti dove fossero all'una della scorsa notte. I loro racconti sono stati messi a confronti e, dai primi riscontri, sembrerebbe che alcuni particolari non coincidano. Particolari che riguarderebbero la posizione di alcune persone nella mezz'ora fatidica dall'una all'una e mezza di notte: il lasso di tempo in cui Gianluca è stato ammazzato. I carabinieri dovranno esaminare il coltello e, soprattutto, saranno controllate le ultime telefonate dei cellulari della vittima, dei familiari e di alcuni amici. L'obiettivo è di scoprire se ci siano chiamate che possono essere utili a chiarire il mistero. Sempre ieri sono state eseguite alcune perquisizioni che non hanno avuto esito. Il personale scientifico dei carabinieri ha eseguito rilievi tecnici sia sul posto dove è stato trovato il corpo sia all'interno dell'automobile usata per trasportare la vittima all'ospedale di Castel San Giovanni.