«Un referendum per fermare il Pgt»
di Carlo E. Gariboldi wVOGHERA «Il Comune di Voghera deve fare delle scelte e governare il territorio, altrimenti è inutile che stiano seduti lì». Marco Bosi per 12 anni è stato presidente provinciale dell'Ordine degli Architetti, la sua opinione è estremamente critica sul Pgt comunale. Bosi dice che bisogna fare qualcosa di straordinario per evitare l'entrata in vigore del piano voluto dalla giunta Barbieri: «Non modificheranno nulla, lo abbiamo già capito, quindi auspico che tutte le forze che hanno a cuore la città, da qualsiasi parte politica provengano, si coalizzino con le associazioni e promuovano un referendum contro il Pgt. In altre realtà in Lombardia è stato fatto». Architetto, lei si è stupito della bocciatura della Regione? «Assolutamente no, le critiche arrivate da più parti a questo Pgt sono tutte condivisibili.Lo stop, per fortuna, era nell'area, lo si aspettava. La Regione è intervenuta così perché Voghera è una città strategica dal punto di vista della comunicazione, collegando Lombardia, Piemonte, Liguria ed Emilia ». Partiamo dal tema del commercio. La Regione dice che le aree commerciali sono troppe. L'assessore Todeschini sostiene invece che non poteva eliminarle, che potrebbero esserci cause con i privati. «Pensare di avere capannoni a destra e sinistra dalla rotonda del Decathlon fino all'ex Colussi è una barbarità. Decidere di coprire la visuale sulle bellezze delle colline dell'Oltrepo sarebbe un delitto». E' per questo che la Regione è intervenuta su questo tema? «Giustamente la Regione ha fatto osservare che c'è già una concentrazione enorme e che le aree commerciali non possono espandersi all'infinito. Altrimenti si generano solo aperture e chiusure continue. Il commercio è un'attività in crisi, lo sanno tutti». E le cause paventate dall'assessore all'Urbanistica? «Quei terreni, è vero, erano destinati al commercio dal Prg, ma non si è costituito nessun diritto reale, che si costituisce solo quando ci sono dei piani attuativi. Quindi non c'è nessun rischio di cause, assolutamente nessuno». La Regione contesta la crescita ipotizzata dal Comune di Voghera? Hanno ragione i tecnici del Pirellone? «Bastava andare sul sito della Regione per capire che la crescita della popolazione ipotizzata nei prossimi 20 anni è modesta, al massimo nell'ordine del 5%. Invece il Pgt del Comune ipotizza una crescita di 13mila nuovi abitanti per gli ambiti di trasformazione e 7mila abitanti nelle aree libere. Sono ipotesi palesemente esagerate, che sarebbero state bocciate in Regione anche nel 1975, quando c'era una crescita vera». C'è chi dice che la giunta Barbieri con questo piano abbia cercato di soddisfare il maggior numero di richieste dei privati. Lei cosa pensa? «Sì, ed è la rinuncia dell'amministrazione comunale a governare il territorio. Un pgt non può essere la sommatoria delle richieste arrivate. Qui non c'è nessun progetto di città. Ed è gravissimo. E poi c'è un consumo di territorio esagerato». Può dirci quanto terreno sarà consumato? «Certamente. Con il Pgt della giunta Barbieri, ci giocheremo un 66% in più di terreno che oggi è verde o agricolo. Ecco i numeri: la città oggi conta circa sei milioni di metri quadrati. Se sommiamo la quota da trasformare e quella da consolidare, sfioreremo i 10 milioni». Ci si dimentica, poi, che l'edilizia è in crisi. «Il problema è che hanno creato un Pgt che favorisce nuove costruzioni e non favorisce una politica virtuosa, il recupero delle parti degradate del territorio e la riqualificazione delle aree dismesse. In questo piano prevale solo il privato a discapito del pubblico. Un errore imperdonabile».