Presidio contro l'antenna «Vicina ai campi sportivi»
CORTOLONA Un presidio per dire «no» all'antenna di telefonia mobile. Ieri mattina i residenti hanno occupato la strada e fermato le ruspe per impedire che iniziassero i lavori. Sono rimasti lì fino a quando sono intervenuti i carabinieri. «Hanno detto che non potevamo bloccare il passaggio, la società ha diritti che vanno rispettati, ma noi non ci fermeremo, quell'antenna è pericolosa ». A parlare è Stefano Trabatti. Abita proprio accanto al terreno dove dovrà sorgere l'antenna ed era uno dei cittadini che ieri era lì a protestare, in tutto una cinquantina di persone, perché loro quell'antenna di quaranta metri di altezza non la vogliono. E' troppo vicina al centro del paese e dista solo una cinquantina di metri dalle abitazioni, dall'oratorio, dal campo da calcio e dalla ferrovia. Non la vuole neppure il Comune che aveva proposto alla Ericsson di allontanarsi di 400 metri, installandola in una zona più periferica, dietro alla Dhl. «I cittadini hanno paura dell'inquinamento elettromagnetico – spiega il sindaco Angelo Dossena – Abbiamo chiesto di spostarsi lontano dalle case, ma la zona non interessava alla società che aveva già acquistato il terreno accanto al cimitero». La Ericsson ha presentato ricorso al Tar, ottenendo una sospensiva che ha obbligato l'amministrazione ha concedere l'autorizzazione. «Il Comune ha anche speso 7mila euro per le spese legali – precisa Dossena -. Il Tar il prossimo gennaio esaminerà la richiesta, ma nel frattempo la società può dare il via ai lavori». Intanto i residenti hanno già raccolto circa 200 firme. «I cittadini vanno tutelati, gli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche sono riconosciuti», incalza il consigliere provinciale Felice Novazzi. E Trabatti spiega: «Siamo preoccupati, non bisogna dimenticare che i nostri ragazzi trascorrono ore in oratorio». A 150 metri da dove verrà innalzata la mega antenna abita Giovanni Lodola. Anche lui ieri ha partecipato al presidio. «Abbiamo occupato la strada , avremmo voluto rimanere lì tutto il giorno, ma sono intervenuti i carabinieri». Però i residenti non intendono fermarsi. «Abbiamo chiesto aiuto anche a Federconsumatori e ci eravamo resi disponibili ad acquistare il terreno – continua Trabatti – ma la società non ha accettato la nostra proposta. Nei giorni scorsi il cantiere è stato recintato, utilizzeranno circa 60 metri cubi di calcestruzzo per la gettata, poi installeranno l'antenna». «Temiamo le onde elettromagnetiche – sottolinea Gianpiero Macchioni – non siamo tutelati e poi c'è il rischio che con il tempo le radiazioni vengano ulteriormente potenziate». Stefania Prato