Gli studenti disertano la cerimonia
PAVIA Gli studenti all'inaugurazione dell'anno accademico non c'erano. Hanno lasciato vuote le sedie destinate ai rappresentanti degli organi accademici. «Perché c'è poco da festeggiare», sottolinea Bernardo Caldarola, rappresentante degli studenti nel consiglio di amministrazione dell'ateneo. Lui e altri cinque studenti del Coordinamento per il diritto allo studio (Alessandro Lucia, rappresentante in cda, Tommaso Manciulli, Francesco Ringressi e Fausto Minonne per il senato accademico e con loro anche Marcello Simonetta che in senato rappresenta i dottorandi) hanno scritto una lettera per spiegare le ragioni dell'assenza. «Come ogni anno si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico: protocolli, ermellini, toghe, canti goliardici poco irriverenti e soprattutto pochissimi studenti; in compenso un sacco di buoni auspici, cui agli studenti non è stato dato modo di contribuire. Per questo, i rappresentanti degli studenti in senato accademico e in cda del Coordinamento e il rappresentante dei dottorandi in Senato, nonostante la richiesta avanzata sin dallo scorso anno di poter intervenire con le proprie istanze nel corso della celebrazione, hanno deciso di lasciare vacanti i propri posti alla fiera della vanità e dell'ipocrisia», scrivono gli studenti. «E' davvero il paradosso: si celebra l'apertura di un anno accademico, e l'Ateneo esclude la visione degli studenti dal contributo della comunità accademica, di cui gli studenti sono il pilastro fondamentale – scrivono gli studenti del Coordinamento – La nostra è un amministrazione di Ateneo che, nonostante le rimostranze degli studenti a suon di azioni legali, continua a chiedere agli studenti una tassazione che per almeno tre anni ha sforato i limiti consentiti dalla legge. Fin quando l'Ateneo non darà la possibilità agli studenti di incidere anche con contributi come quello che in questo caso ci è stato negato nelle valutazioni della comunità accademica sull'Università pubblica, le nostre sedie rimarranno vuote».