Bombe a grappolo sul parco giochi Strage di bambini
DAMASCO Non avevano più di 15 anni i bambini uccisi ieri in Siria da due bombe a grappolo sganciate su un campetto da calcio nel villaggio di Deir al-Asafir, 12 chilometri a est di Damasco. Almeno 10 le vittime, tra cui anche una donna, secondo gli attivisti anti-regime che hanno pubblicato su Internet un video in cui si vedono i cadaveri dei bambini con accanto le madri disperate. Il filmato mostra i corpi riversi a terra di due ragazzine ferite al collo e alla testa con accanto una donna che, singhiozzando, le abbraccia. I cadaveri di due maschietti, uno colpito al volto e l'altro alla testa, sono poi sul sedile posteriore di un'auto; mentre uno più grande giace vicino alla ruota anteriore del veicolo. «Nessuno delle vittime aveva più di 15 anni», ha raccontato Abu Kassen, attivista del villaggio, secondo il quale non c'erano guerriglieri nella zona: «Loro operano all'esterno, questo è stato un bombardamento indiscriminato». I piccoli erano usciti a giocare all'aperto in una pausa degli scontri tra lealisti e ribelli quando i caccia hanno attaccato. «Quanti altri bambini devono morire prima che si faccia qualcosa? - chiede Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef Italia - Non si trovano le parole per descrivere l'ennesima barbarie. Sono bambini ammazzati nella pratica del loro più innocente diritto, il gioco». La strage è stata denunciata tanto dall'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani che dalla Commissione Generale della Rivoluzione Siriana. Nel video si vedono anche delle cluster bomb inesplose nei campi agricoli vicino alle case, mentre delle munizioni mostrate dai residenti hanno delle scritte in cirillico: «Ecco quello che la Russia ci manda» dice un anziano ripreso. Le bombe a grappolo sono proibite dalla Convenzione di Dublino del 2008, non firmata dalla Siria. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le denunce di utilizzo di questi ordigni letali nel conflitto con i ribelli, tra cui un rapporto di Human Rights Watch. Ma il governo ha sempre negato. Cinque corpi senza vita di civili, tra i quali un bambino, sono stati poi rinvenuti ieri alle porte di Damasco. Uno di questi, di una donna, è irriconoscubile: «E' stato maciullato da un cingolato di un carro armato» ha dichiarato un attivista. E migliaia di profughi siriani erano invece in fuga verso la Turchia dopo che aerei da combattimento del governo di Damasco hanno bombardato il campo profughi di Atma che ospita 10 mila persone, nella provincia settentrionale di Idlib, vicino al confine turco. E' la prima volta che l'aviazione siriana prende di mira un campo profughi in territorio siriano vicino al confine con la Turchia.(m.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA