Assemblea in Provincia «Nel 2013 rischio paralisi»
di Marianna Bruschi wPAVIA L'assemblea con il presidente della Provincia Daniele Bosone l'hanno chiesta 115 dipendenti. E nella sala dell'Annunciata ieri mattina ce n'erano almeno il doppio, seduti o in piedi davanti alla giunta schierata. Argomento: il bilancio dell'ente, le possibili misure per il personale (vedi meno ticket per i cambiamenti all'orario di lavoro). Bosone ha presentato i numeri e le prospettive per i prossimi mesi e non ha lasciato molta speranza. Taglio da 12 milioni di euro per il 2013, bilancio da 68 milioni di euro, di cui 59 di spese obbligatori. «Cosa resta per la manutenzione di strade e scuole? Solo due milioni e mezzo», ha detto Bosone. Ha snocciolato i dati. E non sono positivi: «Nel 2013 non faremo niente di amministrativo – ha detto il presidente della Provincia – niente programmi di sviluppo sul turismo, ridimensionamento dei servizi sociali, niente progetti». Futuro incerto per il destino stesso delle province. Dal pubblico la domanda: «Ma se alle province resteranno solo tre funzioni, noi degli altri settori cosa faremo»? «In altre province si stanno facendo assemblee come questa ma per parlare di esuberi – ha sottolineato il presidente – noi no. A livello parlamentare stiamo cercando di far restare alle province anche le funzioni in delega alle Regioni». «Sorvoliamo sui ticket – ha detto Anna Luisa Meloni, delegata della Cgil – quello che ci preme è il futuro. Siamo preoccupati del percorso che ci attende, della possibilità di finire in altri settori e magari non tutti siamo preparati. Per questo chiediamo che ogni variazione organizzativa sia condivisa». E di cambiamenti si dovrà discutere. «Quella dei ticket era una ipotesi – ha detto Bosone ai dipendenti della Provincia, circa 400 in totale – ma prima di questo comunque dovremo riorganizzare l'ente, a partire dai dirigenti e poi andando avanti. E' una fase che richiede adattamento, e sacrifici. Chiedo aiuto a tutti voi per restare a galla». Ieri Franco Osculati ha annunciato di aver chiesto un taglio del suo stipendio da assessore del 30%: «Prima prendevo 1.783 euro ora scendono a 1.255», ha scritto su Facebook. Le cifre non descrivono un quadro incoraggiante. Cinque milioni e 300mila euro di tagli nel 2012, 12 milioni nel 2013. Le entrate correnti nel 2009 erano 83 milioni nel 2013 saranno 68 milioni. «Per far fronte a tutte le spese di funzionamento –ha spiegato Bosone – 59 milioni sono le spese obbligatorie. Per il personale sono 18 milioni e mezzo, 15 milioni per i trasporti pubblici, 11 milioni per pagare le rate dei mutui, 4 milioni per le utenze». E c'è lo spettro di quei 2 milioni e 500mila euro che restano per strade e scuole. Se la Provincia non rispetterà il patto di stabilità dovrà anche fare i conti con 5 milioni in meno. «Partire cambiando l'orario in funzione dei ticket non era una soluzione», commenta Adriano Giovannetti, delegato Uil. «I dipendenti hanno presentato altre proposte concrete all'amministrazione», spiegano Donato Villani, Paolo Formenton, Giuliana Siena e Giovanni Fiocca. «Bisogna tagliare su opuscoli, coffee break, spese di rappresentanza, noi andiamo avanti a fare il nostro lavoro, ma siamo preoccupati». @MariannaBruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA