Scuola, studenti in piazza Roma blindata per i cortei

di Maria Rosa Tomasello wROMA Dieci giorni dopo gli scontri che hanno provocato feriti, denunce e arresti e uno strascico interminabile di polemiche, gli studenti tornano a protestare «in cento piazze» contro austerity e tagli alla scuola nella data in cui la Cgil, unico sindacato a confermare lo sciopero nazionale della scuola, manifesta contro «il gioco delle tre carte» del governo sugli scatti d'anzianità (taglio di 390 milioni al fondo della scuola per pagare gli aumenti), soluzione che giovedì aveva determinato la retromarcia delle altre sigle. L'epicentro della contestazione sarà ancora una volta Roma, dove in un giorno considerato a alto rischio, la città sarà bloccata da tre o quattro cortei, con i simboli delle istituzioni sorvegliati da mille uomini che hanno l'ordine di blindare Palazzo Chigi e Montecitorio. Ma gli studenti di Link lanciano la sfida: «Saremo imprevedibili, arriveremo ai palazzi del potere, occuperemo luoghi significativi», mentre il ministro dell'Interno Anna Maria Cacellieri lancia un appello: «Invito i cittadini a manifestare liberamente ma senza violenza, che non giova a nessuno e soprattutto non a loro». E avverte: il governo sta riflettendo sulla possibilità di arresto in differita degli autori di violenze, come ora avviene per i tafferugli negli stadi, misura (da varare per decreto) per cui è necessario però l'ok del parlamento. Assieme a studenti medi e universitari, che convergernano alle 9 alla Piramide, sfileranno i Cobas scuola, che da piazza della Repubblica si dirigeranno verso piazza Venezia per unirsi agli studenti. Niente corteo per la Flc Cgil, che sarà in presidio a piazza Farnese, mentre nel pomeriggio scenderanno in strada i militanti di destra di CasaPound, che sfileranno «contro il governo e le politiche dell'Unione europea» da piazza Mazzini a Ponte Milvio. «Non scendiamo in piazza per scontrarci con i militanti di altre forze politiche» assicurano, pur parlando di clima teso. In piazza dell'Esquilino l'Anpi e la Federazione della sinistra organizzano un contro sit-in antifascista, la Comunità ebraica è in allarme: «Questa è la ricostituzione del partito fascista ed è un reato» accusa il presidente Riccardo Pacifici, «chiedo al prefetto di revocare l'autorizzazione a Casapound». «Non abbiamo motivi di ordine pubblico o giudiziario per vietarlo» replica il prefetto Giuseppe Pecoraro, che con la questura ha lavorato per modificare il percorso del corteo. A Roma, spiega, «nessuna zona rossa», ma saranno consentiti solo gli itinerari autorizzati e i «luoghi sacri della democrazia» resteranno «involabili» dice il prefetto. Con una eccezione: «Se una delegazione vorrà raggiungere i palazzi delle istituzioni potrà farlo, ma previo accordo con le forze dell'ordine». ©RIPRODUZIONE RISERVATA