Addio a Salvini, padre della medicina del lavoro
di Marianna Bruschi wPAVIA Era stato Michele Salvini a trovare le tracce di amianto nello stabilimento della Eternit a Casale Monferrato. Tracce che la proprietà, avvertita di un imminente sopralluogo, aveva cercato di cancellare. Era il 1980. Ed era stato grazie a lui, alla sua perizia, che era stata aperta la prima inchiesta sulla fabbrica della morte. Michele Salvini si è spento a 95 anni e questa mattina, alle 11 a Torre d'Isola, saranno celebrati i funerali. Salvini era stato allievo di Salvatore Maugeri, che nel 1960 fondò la clinica del lavoro a Pavia. Maugeri, Salvini e con loro Capodaglio avevano dato il via alla clinica. «Capodaglio, dopo Maugeri, aveva tenuto la cattedra di medicina del lavoro in università –racconta Marcello Imbriani, attuale direttore del dipartimento di sanità pubblica, neuroscienze, medicina sperimentale e forense – e io ho poi preso la sua cattedra. Salvini invece aveva la cattedra di medicina preventiva dei lavoratori e psicotecnica e dopo di lui ci fu il professor Alessandro Cavalleri, scomparso un paio di anni fa». Salvini lo ricordano tutti per gli studi sull'amianto, ricerche all'avanguardia negli anni Ottanta. Alla perizia sulla Eternit di Casale Monferrato aveva lavorato insieme alla professoressa Maria Rosa Re, che era sua allieva in ateneo. «Avevo iniziato con lui il percorso in università – spiega la docente dell'ateneo pavese – ero stata sua allieva e ho imparato molto da lui. La perizia sui rischi dell'amianto era un lavoro all'avanguardia, era un argomento di cui si iniziava a parlare, ma eravamo in una fase iniziale». Salvini era andato in pensione nel 1993. Classe 1917, nato a Este in provincia di Padova, partigiano, uno dei fondatori della medicina del lavoro, il compendio di medicina del lavoro scritto con Salvatore Maugeri nel 1959 è uno dei testi più diffusi in questa disciplina. A Pavia dal 1961 Salvini aveva seguito anche ricerche sul territorio. «Si era occupato delle patologie provocate dai metalli – ricorda la professoressa Re – e aveva fatto uno studio sui solventi nei calzaturifici di Vigevano e sul tricloroetilene», conosciuto come «trielina». «In particolare si occupava degli effetti dei solventi industriali sul sistema nervoso», aggiunge il professor Imbriani. Lo ricorda con la barba bianca «come Hemingway» e sul suo fuoristrada. Una persona meticolosa, attenta, un maestro. Oggi a Torre d'Isola l'ultimo saluto al professore e medico che tra i primi disse che di amianto si muore.