Convegno sulla 'ndrangheta al collegio Santa Caterina
PAVIA Domani dalle 15 il Collegio Universitario S. Caterina (Via San Martino 17/A) ospiterà una giornata di studio dedicata alla ‘ndrangheta e alle sue ramificazioni che hanno coinvolto profondamente il tessuto economico, politico e sociale lombardo e di parte del nord Italia. L'evento sarà introdotto da Sergio Seminara ordinario di Diritto penale dell'Università di Pavia. Interverrà poi Enzo Ciconte, docente di Storia della criminalità organizzata presso l'Università Roma Tre, consulente presso la Commissione parlamentare antimafia e autore del saggio «'Ndrangheta padana». A seguire la giornalista del Sole 24 Ore Serena Uccello dialogherà con i rappresentanti delle categorie imprenditoriali Franco Bosi, presidente di Confindustria Pavia, e Alberto Righini, vice presidente di Ance Pavia. Si proseguirà con una testimonianza di don Pino De Masi, referente di Libera per la Piana di Gioia Tauro, che racconterà, sulla base della sua esperienza, l'uso sociale dei beni confiscati ai mafiosi. Saranno poi ospiti Giuseppe Pignatone, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, e Michele Prestipino, procuratore aggiunto presso la Dda di Reggio Calabria che presenteranno il loro volume «Il contagio. Come la ,ndrangheta ha infettato l'Itaolia" edito da Laterza. Interverrà con loro il curatore del libro, il noto giornalista del TG5 Gaetano Savatteri. La giornata è stata organizzata dal Collegio Universitario S. Caterina con la collaborazione di Editori Laterza, aderiscono Libertà e Giustizia, Libera, il Progetto "Sul sentiero di Isaia" e la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Pavia. Il titolo della giornata di studi, "ConSenso sociale" riprende idealmente una dichiarazione rilasciata da Ottavio Sferlazza procuratore reggente della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria in un'audizione presso la commissione parlamentare d'inchiesta sulle associazioni criminali tenuta lo scorso 3 luglio 2012. Ha detto in quell'occasione il Procuratore: "…le manifestazioni di solidarietà che ci sono state a Reggio Calabria dopo gli attentati del 2010 e in occasione di tutti gli episodi di intimidazione che hanno colpito la magistratura, costituiscono il segno più tangibile di questa rinnovata solidarietà, di questo consenso sociale che deve costituire il vero capitale sociale da contrapporre al consenso sociale che la mafia, comunque localmente denominata, ha sempre potuto sfruttare per i propri obiettivi". Non ha più senso oggi pensare alla criminalità organizzata come a un fenomeno legato al Meridione e connesso a una supposta arretratezza economica delle regioni del sud della penisola. Non da oggi il fenomeno mafioso ha trovato al nord volenterosi interlocutori che hanno permesso scambi di favori illegittimi. Le recenti inchieste "Crimine" e "Infinito", istruite dalle Direzioni Distrettuali Antimafia dei tribunali di Reggio Calabria e Milano hanno rivelato una complessa rete di connivenze e affari che ha mostrato il preoccupante livello di influenza delle entità criminali nelle istituzioni e nel mondo dell'imprenditoria lombarda. La giornata di studi vuole mostrare come le categorie professionali, le istituzioni, la magistratura e il mondo delle associazioni possono creare nella società civile gli anticorpi per resistere e arginare il fenomeno mafioso.