«L'amore tra tenerezza e umorismo»
VOGHERA E' un Tennesse Wialliams assolutamente inedito quello che il regista Jurij Ferrini porta in scena questa sera alle 21, al Teatro Arlecchino (via XX Settembre 92) con lo spettacolo "Rodaggio matrimoniale", su traduzione di Masolino D'Amico e con Fulvio Pepe, Isabella Macchi ed Eva Cambiale. A tre anni dal grande successo di "Riccardo III" Ferrini torna infatti a Voghera per confermare le sue indiscusse doti di regista ma anche di attore brillante, a cui aggiunge il fascino di una vera e propria rivelazione: la vena comica di Tennessee Williams, già autore di testi molto più noti al grande pubblico e molto meno spensierati come "La gatta sul tetto che scotta" e "Un tram che si chiama Desiderio". Testo inedito e mai rappresentato in Europa, ma già oggetto di una trasposizione cinematografica con Jane Fonda nel 1962, "Rodaggio matrimoniale" è infatti una commedia estremamente divertente, fuori dalle righe della tradizionale vena drammaturgica di Williams (che qui vuole un insolito lieto fine), che si svolge alla vigilia del Natale 1958, nella periferia di una città del Mid-South, a casa del trentacinquenne Ralph Bates. Gli altri personaggi – che completano il quartetto che si ritrova suo malgrado invischiato nella grottesca impresa del "rodaggio matrimoniale" - sono George Haverstick, ex commilitone di Ralph, la di lui giovane moglie Isabel Crane, e Dorothy, moglie di Ralph. Ferrini, lei aveva già dato voce a Tennesse Williams con "Lo zoo di vetro", perché ritornarvi con questa nuova commedia? «La scelta del testo sostanzialmente poggia sul fatto che era un inedito di Tennesse Williamas, mai rappresentata in Europa e, quel che più mi interessava, mai vista in Italia. Era un testo che era rimasto un po' indietro. Poi un giorno l'ho conosciuto grazie a Flavia Tolnay (storica agente teatrale e rappresentante italiana degli eredi di Tennessee Williams, scomparsa nell'agosto scorso e a cui lo spettacolo è dedicato) e me ne sono appropriato. Penso che questa messinscena possa in qualche modo essere un tributo alla memoria di Flavia e al suo impegno per promuovere la cultura del teatro d'arte. E anche un modo per rendere giustizia ad un grande autore come Williams, che ha fatto cose diverse». Già in "Un tram che si chiama desiderio" Williams affrontantava il tema del matrimonio burrascoso, lì però c'era un fondo drammatico. Qui il tono è diverso? «Direi che qui siamo in presenza di un Williams maturo, ormai degli anni '60, che racconta le cose con un diverso stile. "Rodaggio matrimoniale" è una commedia sulla tenerezza. Però secondo me anche negli altri testi di Williams, anche in quelli definiti più drammatici c'è sempre stato un po' di umorismo. Forse non sempre nelle versioni teatrali viene messo in evidenza come dovrebbe. Si può ridere a molti livelli, sta a noi teatranti tenere questo livello il più alto possibile. Certo, in questo nostro spettacolo l'umorismo di Williams è molto più smaccato». La scenografia com'è? «È' costruita su un giochetto, un classico del vaudeville, con porte che si aprono e si chiudono, metafora dei rapporti di coppia, che si chiudono ma si possono sempre riaprire. Il tutto è messo in scena come se fosse una prova dello spettacolo stesso, non realistica ma molto concreta, in modo che il pubblico comprenda quello che accade. La definirei "pop", un termine che a me piace molto». Informazioni per i biglietti - da 18 a 15 euro - ai numeri 0383.645149 o 0383.648124 (cineteatro). (m.pizz.)