Ora c'è anche Ferrini «Per questo Pavia gioco dove serve»

Un turno a testa di squalifica per Gianluca Fasano (per l'espulsione) e Gaetano Capogrosso (per recidività in ammonizioni) sono le sentenze del giudice sportivo di Lega Pro dopo la gara di venerdì con la Cremonese. Entrambi i giocatori saranno a disposizione per la trasferta del 2 dicembre, a Bergamo con l'Albinoleffe. Ieri pomeriggio la ripresa dell'attività dopo due giorni di stop e lo staff medico ha confermato l'ipotesi di uno stop piuttosto lungo per Fabio Reato (nella foto) dopo l'infortunio al ginocchio di Cremona. Nei prossimi giorni saranno eseguiti controlli specifici ma si teme la rottura del crociato. Redaelli, invece, ha iniziato le terapie per recuperare dalla distorsione alla caviglia e Scampini, che era rientrato in gruppo, ha dovuto fermarsi durante la seduta per un riacutizzarsi del problema muscolare che lo ha tenuto fuori in queste settimane e ora sarà sottoposto a una nuova ecografia. Approfittando della squalifica, in questi giorni Capogrosso si fermerà per curare un risentimento muscolare. Oggi doppia seduta di allenamento. PAVIA Il Pavia è in salute ma in piena emergenza per squalifiche e infortunati, in queste condizioni il rientro di Francesco Ferrini è una boccata d'ossigeno. Il duttile centrocampista è pronto a tornare a disposizione di mister Giorgio Roselli dopo l'infortunio alla vigilia della gara con il Lecce. «Mi ero procurato una lesione di primo grado al polpaccio e i tempi di recupero previsti erano di tre settimane – spiega Ferrini –. Sono stato fermo solamente due giorni, poi ho seguito il programma di recupero dello staff medico e ora sono pronto ad allenarmi con la squadra, magari gestendomi nei primi giorni, ma questo lo capirò durante gli allenamenti. A Pavia siamo fortunati ad avere uno staff medico che aiuta i giocatori a rimettersi in sesto in tempi ridotti rispetto alle aspettative, sempre senza forzare. Si era parlato di accelerare i tempi per essere in campo a Cremona, ma mi avrebbe esposto al rischio di una ricaduta, per cui abbiamo preferito aspettare». Le partite con Lecce e Cremonese, Ferrini le ha viste dalla tribuna. «Quello che si sta confermando in questo momento è la forza del gruppo e lo si è visto nei momenti di difficoltà o in gare difficile come le ultime due, in cui abbiamo raccolto quattro punti e addirittura abbiamo avuto la possibilità di fare bottino pieno con il Lecce. La doppia rimonta con i pugliesi ha dimostrato che abbiamo carattere – ribadisce Ferrini –. Dopo il successo di San Marino avevo detto che in questo Pavia il «noi» viene prima dell'«io». Era il modo per sottolineare la crescita di questa squadra nel suo complesso. Merito dell'esperienza dei più vecchi, delle qualità dei giovani e del lavoro che mister Roselli sta facendo». Reduce dalla promozione in B con lo Spezia il centrocampista ravennate è un conoscitore di questa categoria e può permettersi anche una valutazione a medio termine. Dove può arrivare questo Pavia? «Come si sta dicendo in questi giorni di grande entusiasmo, bisogna andare avanti su questa strada ma sempre stando con i piedi per terra perché nell'arco di una stagione vengono anche i momenti difficili – ribadisce il centrocampista del Pavia, in azzurro già due stagioni fa –. Stiamo dimostrando di avere le qualità per superare anche le difficoltà, come già abbiamo fatto con le emergenze. Domenica prossima, ad esempio, con il Trapani avremo molte assenze in difesa». Intanto però Pavia è in zona play off: «La salvezza era e rimane l'obiettivo a cui pensare per prima cosa – dice Ferrini – poi se verrà qualcosa di più lo scopriremo strada facendo, ma oggi è prematuro pensare a qualcosa di diverso». Ferrini è pronto al rientro: a centrocampo od eventualmente anche in altre posizioni. «Penso prima di tutto ad allenarmi con i compagni fino a sabato poi sarà il mister a decidere se impiegarmi dal 1' e in che ruolo – chiarisce Ferrini –. Ho giocato principalmente in mediana in questa stagione, ma in passato ho fatto anche il difensore centrale all'occorrenza. La mia duttilità e disponibilità c'è sempre stata, l'importante è essere utile alle esigenze della squadra». Enrico Venni