Gli impiegati nel mirino della Corte dei Conti
PAVIA Guiduccia Massolini, l'impiegata dell'Asl che gli inquirenti mettono al vertice della truffa, è stata licenziata ed è ora senza lavoro. Raffaella Barbieri, Maria Grazia Cotroneo e Mauro Moroni, gli altri tre impiegati accusati di avere istruito false pratiche di invalidità, sono stati sospesi dal loro incarico e percepiscono metà stipendio. Tutti, ad eccezione di Moroni, sembrano intenzionati a chiedere di patteggiare. Ma questo non basterà a mettere la parola fine alla vicenda. Sulle false pratiche di invalidità che sarebbero state create all'Asl di Pavia, e poi trasmesse all'Insp in via telematica per far ottenere assegni non dovuti a centinaia di persone, indaga anche la Corte dei Conti. Il magistrato Paolo Mazza ha già trasmesso gli atti all'organismo che ha l'obbligo di vigilare sulla corretta gestione delle risorse pubbliche. Per Guiduccia Massolini, a cui è stata sequestrata la casa e i beni, la Corte, che ha quantificato in 241mila euro il danno procurato all'Inps, ha già deciso il rinvio a giudizio: a marzo si entrerà nel merito di tutti i casi in cui Guiduccia Massolini avrebbe permesso che venissero erogate somme di denaro a chi non ne aveva diritto. La Corte dei Conti ne elenca una ventina, mentre il magistrato Paolo Mazza, nell'ambito dell'inchiesta penale, ne ha calcolati quasi 200, tra il 2002 e il 2009. Alcuni fatti, proprio per il lasso di tempo molto ampio in cui sarebbero avvenuti, risultano già prescritti. Anche per questo il magistrato ha ritenuto di non contestare a questi beneficiari il concorso nella truffa, nel falso e nella corruzione. Accuse che riguardano anche gli altri tre impiegati, ma con un peso diverso. A Maria Grazia Cotroneo (che è difesa dagli avvocati Bernardo Marino e Serena Chiusolo) viene infatti contestato di avere agevolato l'erogazione di assegni di persone decedute a favore di tre donne, per importi di 4mila euro, 13.880 euro e 6.531 euro. Per questi presunti favori, l'impiegata avrebbe percepito tra il 50 e il 70 per cento delle somme pagate dall'Inps. La difesa sta valutando il patteggiamento. Come pure l'avvocato Pietro Trivi, che difende Raffaella Barbieri. A questa impiegata la procura contesta di avere fatto percepire assegni di persone morte o invalidi in vita a otto beneficiari per un totale di circa 90mila euro di assegni. Almeno sei beneficiari, secondo l'accusa, avrebbero pagato percentuali fino al 70 per cento. Appare più "leggera" la posizione di Mauro Moroni: il sostituto procuratore Paolo Mazza gli contesta di avere fatto pagare assegni a tre beneficiari che non ne avevano diritto, per circa 35mila euro. «Affronteremo tutti e tre i gradi di giudizio – spiega l'avvocato difensore di Moroni, Marcello Lugano di Voghera –. Ci sono elementi per difenderci». Negli eventuali processi che si apriranno saranno ripercorse le tappe che, a gennaio, portarono i carabinieri di Pavia all'arresto della Massolini e poi degli altri impiegati. I carabinieri avevano seguito il filo di alcune segnalazioni che lasciavano ipotizzare irregolarità nel pagamento degli arretrati di pensioni di invalidità e accompagnamento che spettavano ad anziani ormai deceduti. Gli eredi legittimi non avevano mai riscosso le somme dovute. Che erano state invece pagate ad altri. Per venire a capo della stranezza, i carabinieri decisero di acquisire all'Asl la documentazione cartacea relativa a questi mandati di pagamento. E con sorpresa si scoprì che le pratiche erano sparite. Le indagini successive mostrarono che non erano mai esistite. Nonostante questo, l'Inps aveva pagato. Come era successo con altre centinaia di posizioni. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA