Boutique svaligiata alla Minerva
Prosegue l'ondata di furti in citta. Sabato mattina i ladri hanno colpito in via Bernardo da Pavia. Hanno preso di mira l'abitazione di Caterina Riggi, una studentessa di 22 anni. Magro il bottino: solo un paio di orecchini. Il furto è stato denunciato negli uffici della questura ed è stato messo a segno in un orario compreso tra le 9.30 e le 12.45 di sabato mattina. La studentessa era uscita di casa e i ladri ne hanno subito approfittato. Hanno forzato la porta d'ingresso e sono riusciti ad entrare nell'appartamento incustodito. Una volta dentro hanno rovistato da tutte le parti ma hanno trovato solo gli orecchini. Il furto di via Bernardo d Pavia si aggiunge a quelli messi a segno venerdì pomeriggio in diverse zone della città. I ladri, che eseguono veri appostamenti, hanno colpito sia nella zona di Città Giardino che in Borgo Ticino sempre approfittando dell'assenza dei padroni di casa. di Adriano Agatti wPAVIA Felpe, pantaloni, sciarpe e giubbotti e scarpe. Sono il bottino di un furto notturno messo a segno, nella notte tra sabato e domenica, al negozio di abbigliamento «Sporting House» all'interno del Centro commerciale Minerva. Il valore della refurtiva si aggira intorno ai 15 mila euro ma la banda ha anche provocato danni ingenti all'edificio. I ladri hanno anche cercato di forzare il registratore di cassa che è stato poi ritrovato abbandonato all'esterno dei locali. Gli agenti della squadra volante della questura hanno aperto un'inchiesta ma, per il momento, non ci sono tracce dei responsabili. Già oggi dovranno essere esaminate le immagini girate dalle telecamere installate nella zona di viale Cesare Battisti. Forse potrebbero aver inquadrato una gang che, secondo la polizia, era formata da almeno cinque o sei persone. Il furto è stato messo a segno verso le tre di notte. La banda potrebbe essere arrivata davanti allo Sporting House passando vicino ai locali della regione Lombardia. Nessuno li ha visti. Una volta arrivati davanti all'ingresso hanno preso un ombrellone da bar e hanno sfondato la porta con il basamento di granito. «I vetri – spiega Guido Bolduri, il titolare – erano antisfondamento ma non sono serviti a nulla. Hanno vibrato colpi talmente violenti che li hanno mandati in frantumi. E così sono riusciti ad entrare». Il sistema di allarme è partito ma gli scassinatori non si sono spaventati. Hanno continuato il loro «lavoro» con la massima tranquillità. Hanno preso felpe e giubbotti che erano sia esposti in vetrina che riposti negli scaffali. Hanno gettato a terra tutta la merce per essere più veloci. Sapevano comunque di avere pochi minuti a disposizione e, in effetti, sono rimasti nel negozio meno di un quarto d'ora. Ma è stato sufficiente per arraffare un discreto bottino. «L'allarme è suonato anche a casa – continua il racconto di Guido Bolduri – io e mia moglie ci siamo alzati e ci siamo precipitati in negozio. Quando siamo arrivati c'era già la polizia. Sono entrato in negozio e mi sono spaventato. La merce rimasta era abbandonata sul pavimento, c'era una confusione incredibile. Sembrava un negozio violentato. E' stato veramente un brutto spettacolo perchè l'attività commerciale è la nostra vita. Non riuscivo a capire come hanno potuto fare questi danni. Purtroppo il centro commerciale Minerva sta dimostrando di non essere molto sicuro. Alcuni giorni prima un furto simile era stato messo a segno in un negozio di parrucchiera. Adesso è toccato a me. Queste bande non si spaventano più nemmeno di fronte a sistemi di allarme molto sofisticati. Fanno tutto quello che vogliono e ci mettono in difficoltà». Gli agenti della squadra volante hanno aperto un'inchiesta. Dai primi accertamenti sembra non ci sia una traccia precisa ma qualche indizio potrebbe arrivare dalle immagini girate dalle telecamere. Probabilmente si tratta di un colpo eseguito su commissione da una banda di specialisti.