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PAVIA Contributi alle imprese e agli studi professionali che assumono apprendisti. Punta all'apprendistato il governo Monti, strumento che può aiutare a «combattere la precarietà» e facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro. Uno spiraglio soprattutto per i giovani. Ad esserne convinta è Elsa Fornero, alla guida del ministero del lavoro che ha promosso il programma "Amva" (apprendistato e mestieri a vocazione artigianale), attuato da Italia lavoro, organismo di assistenza tecnica del ministero, che complessivamente, per tutto il territorio nazionale, mette a disposizione 78milioni di euro. Si tratta di 5500 euro per ogni soggetto assunto con contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale a tempo pieno oppure di 4700 euro per ogni persona assunta con contratto di apprendistato professionalizzante o con contratto di mestiere a tempo pieno. Un'opportunità che però finora non è stata colta da nessuna azienda o studio professionale della provincia di Pavia dove comunque, fanno sapere da Confartigianato, vi è stata un'impennata, più 30%, del numero di imprese che assume apprendisti. «E' un'occasione che non va sprecata, in quanto si tratta di incentivi mirati a sostenere le aziende e a favorire l'occupazione giovanile che in questo periodo si trova in una preoccupante fase di stallo – sottolinea l'assessore provinciale allo sviluppo economico Emanuela Marchiafava – e si consente anche la valorizzazione della formazione on the job. Abbiamo verificato che le aziende che assumono apprendisti ci sono, ma non accedono a questi fondi ministeriali». Il bando, aperto il novembre scorso, è a sportello e il termine fissato dal mistero è il 31 dicembre. Sbloccata da Regione Lombardia anche la seconda tranche di contributi destinati alla formazione degli apprendisti. Circa 457mila euro che «serviranno a migliorare le conoscenze tecniche e a completare percorsi formativi», spiega Marchiafava, aggiungendo che «la formazione infatti fa parte dell'apprendistato e questo finanziamento consentirà di coprire le esigenze del nostro territorio provinciale». Un binomio, quello formazione e lavoro, che è fondamentale soprattutto per le imprese artigiane. «Una su tre delle nostre associate – precisa Renato Perversi, presidente di Confartigianato – utilizza questa tipologia contrattuale che consente di non pagare i contributi, visto che formare un giovane comporta un rallentamento della produttività». Se le assunzioni nel settore dell'edilizia restano bloccate anche per questo tipo di contratti, ad utilizzare molto l'apprendistato è il comparto metalmeccanico. «Per un artigiano – sottolinea Perversi –il ragazzo che entra in azienda diventa una risorsa importante». Stefania Prato