Garlasco, piano urbanistico 180 richieste per costruire di più
«Troppi vincoli sulle nuove case, così si ferma lo sviluppo». Questo in sintesi il parere dei progettisti di Garlasco, che fin dai tempi dell'adozione non hanno mai nascosto la propria contrarietà all'assetto urbanistico vigente. Il Piano di gestione del territorio elaborato sulla scadenza del mandato Spialtini ha introdotto 18 ambiti territoriali residenziali in cui è obbligatorio concertare con il Comune la cessione del 50% dei fondi, nella previsione di potenziare servizi e aree a verde. Gli ambiti prendono il posto delle vecchie lottizzazioni. Il documento adottato dal centrosinistra ne ha disegnati nelle zone di via Milano, via Dante, via Realetta, via Tramia, e anche alla frazione San Biagio. E ancora: nel lato sud (tra via Mulino e via Alagna), tra il campo sportivo e la ferrovia, alle Bozzole. di Simona Bombonato w GARLASCO Ci sono i privati che chiedono di ampliare il box o la mansarda, le aziende che vogliono un capannone più grande, i geometri e gli architetti che in estrema sintesi si aspettano di costruire di più. E' un elenco lungo 180 richieste quello presentato in municipio. Tante sono le osservazioni al Pgt che era stato redatto dal centrosinistra di Enzo Spialtini due anni fa, durante l'inverno che ha preceduto le elezioni, lo stesso Pgt da 120mila euro che ora la giunta di centrodestra-Lega del sindaco Pietro Farina si prepara a modificare imbastendo l'iter preparatorio che porterà entro dicembre 2013 ad approvare la relativa variante (costo 40mila euro). «Se qualcuno ha altre osservazioni le può ancora presentare», fa notare l'assessore ai Lavori pubblici Francesco Santagostino. «La richiesta di varianti è notevole – rimarca poi – La metà circa riguarda privati cittadini con piccole esigenze legate ad altrettanti minimi cambiamenti sull'esistente, parlo di case e di interventi di poco conto, sia in centro sia in periferia». Espressione delle aziende invece il 20% delle osservazioni etichettabili come "sviluppo artigianale". «Sono imprese presenti sul territorio che ci chiedono di potersi ampliare». Aree produttive Garlasco ne ha verso Borgo San Siro e verso Pavia. Il resto arriva dagli studi tecnici professionali, coloro che grazie al mattone fanno affari. I primi a muoversi a ottobre 2011 erano stati 20 di loro con la richiesta di modificare le norme tecniche attuative relative alle distanze dei fabbricati (distanze reciproche, dai confini e dalle strade). Erano gli stessi parametri che a marzo 2011 i 20 tecnici inserirono nella maxi osservazione (respinta) dove si chiedeva di aumentare l'indice di edificabilità dello 0,15 giudicato restrittivo. Ingegneri e architetti ora puntano sui locali accessori frutto di ampliamenti privati, tutti quegli interventi che l'attuale Pgt regolamenta invece secondo una logica di sviluppo "armonico". I tempi tecnici per presentare le osservazioni sono scaduti a fine aprile, ma gli uffici hanno concesso una proroga. «I nostri obiettivi sono da un lato rilanciare le imprese e l'edilizia in particolare, dall'altro avere come Comune un rientro con gli oneri di urbanizzazione. Così com'è il Pgt è inadeguato, troppo stringente». Quest'anno a bilancio sono stati messi solo 200mila euro dalle nuove costruzioni, un quarto dell'importo 2005. E chi, come la precedente giunta, teme mattone selvaggio e una mera operazione speculativa? «Frottole – chiude Santagostino – Noi non ci inventiamo niente. Ci sono parametri fissati per legge che non saranno violati. I nostri tecnici interverranno nel margine che la legge stessa lascia alle amministrazioni comunali. Chi dice questo fa un attacco strumentale e pretestuoso».