Maugeri, alt in Campania Saranno licenziati in 244

di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Una tegola dopo l'altra. Sulla Maugeri si addensano nubi nere. Prima l'intenzione manifestata dalla Procura di Milano di confiscare parte del patrimonio della fondazione per almeno 200 milioni di euro. Ora l'annuncio della chiusura dell'istituto di Telese, in provincia di Benevento, e del licenziamento collettivo dei 244 dipendenti, 42 dei quali sono dirigenti sanitari. Nei corridoi della clinica a Pavia arriva l'eco della tempesta e fra i dipendenti non si parla d'altro. Il timore che i gravi fatti della Campania possano avere ripercussioni, in tempi rapidi, anche sugli altri istituti distribuiti in Italia è una possibilità peraltro manifestata dallo stesso direttore centrale Enrico Paggi in una lettera che prospetta in modo dettagliato le cause della crisi della clinica di Telese, primo fra tutti il debito di quasi 16milioni di euro contratto dalla Regione Campania nei confronti della Fondazione per prestazioni erogate e mai rimborsate. «Martedì incontreremo Paggi per avere ragguagli sulla situazione che ci preoccupa molto – spiega Andrea Galeppi, della Uil Fpl – . Temiamo possa verificarsi un effetto domino su tutte le strutture che dipendono dalla fondazione, 21 istituti di cui tre in provincia di Pavia. Non dimentichiamo che ci sono più di 3mila famiglie coinvolte in tutto il Paese». Lo stesso Paggi, che ieri è volato a Telese, scrive in una lettera indirizzata alle organizzazioni sindacali di Benevento e alla Regione Campania, che il debito della Regione rappresenta «un peso di tale portata economico-finanziaria da generare un rovinoso squilibrio degli assetti finanziari di Telese e di tutta la fondazione». «Tali inadempienze da parte della Regione – scrive ancora Paggi – impediscono di fatto la prosecuzione dell'attività di erogazione dei servizi, mettendo addirittura in dubbio la stessa prosecuzione dell'attività dell'intera fondazione». Lunedì comunicherà anche ai sindacati l'intenzone della fondazione di «ricorrere al licenziamento collettivo». La particolare situazione finanziaria in cui versa la fondazione «obbliga a una politica di ottimizzazione delle risorse finanziarie – spiega il direttore centrale – e determina la necessità di gestire ciascuno dregli istituti della fondazione in modo tale da mantenere il delicato equilibrio tra i costi e i ricavi». Ed è necessario, fa notare, che ogni Regione assolva al proprio dovere di rimborsare le prestazioni erogate. Cosa che non è accaduta per il centro di Telese tanto che è stato già messo in discussione il contratto di convenzione con la Regione. Lunedì pomeriggio Paggi incontrerà il commissario dell'assessorato regionale alla Sanità campana più volte sollecitato a sanare il debito: 15milioni e 781mila euro. «La gravità dell'esposizione economica è tanto più ingestibile in considerazione delle pressanti richieste da parte dei fornitori di saldare i debiti che la fondazione ha contratto nei loro confronti per servizi e materiale sanitario. I fornitori di Telese sono attualmente 270 e chiedono di essere pagati per un totale di circa 6 milioni di euro.