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pavia, IL CASO La solidarietà all'avvocato Maurici nApprendo dalla Provincia pavese quanto accaduto nella centralissima via Roma di Pavia ai danni dell'avvocato Franco Maurici. Le croci disegnate sulla porta d'ingresso del suo studio sono un chiarissimo «avvertimento». Ben conosciuto ad altre latitudini italiote, mai sinora era stato impiegato a Pavia. In lui - ha ragione Maurici - si vuol colpire uno dei più decisi difensori della legalità nel settore - quello urbanistico-edilizio - più esposto agli inquinamenti delinquenziali per i forti interessi ad esso connessi e la presenza, da tempo denunciata, di corruzione tangentizia tra chi dovrebbe su quella legalità vegliare. Le croci sono altresì - mi par chiaro - il segno evidente di un'impennata nella crescita del fenomeno: messo alle corde, ma evidentemente tutt'altro che sconfitto, dai giudici milanesi e pavesi. Sono curioso di vedere come reagirà la città, a cominciare dai colleghi dell'avvocato. Ma anche più curioso mi permetto di essere a proposito delle forze politiche, di governo e di opposizione, in Comune, a cominciare naturalmente dal sindaco. Che avrebbe in questo episodio modo di distinguere - volendo - la propria dalle responsabilità di quanti - politici e funzionari - non hanno sorvegliato a dovere la crescita del fenomeno, sicché ci ritroviamo adesso con la più pericolosa delinquenza in casa. Giulio Guderzo nLa Delegazione Fai pavese esprime pubblicamente la sua solidarietà all'avvocato Franco Maurici per le intimidazioni ricevute per la sua attività a favore dell'ambiente e contro la speculazione edilizia. Si tratta di atti vergognosi che rimandano a tempi e situazioni che non pensavamo appartenessero alla società pavese e che non trovano alcuna giustificazione. Rimane lo sgomento per quanto accaduto e l'invito, rivolto a tutti, a non lasciarsi intimidire da questi ignobili e codardi episodi. Lisa Galmozzi Poloni capodelegazione Fai di Pavia nNella notte tra il 13 e il 14 novembre è stato eseguito un grave atto intimidatorio apertamente diretto contro l'avvocato Franco Maurici, socio della Sezione pavese di Italia Nostra, impegnato da tempo in azioni giudiziarie per l'Associazione. Sul portone d'ingresso dell'edificio dove si trova il suo studio sono state disegnate con vernice nera due croci. Il significato di questo gesto è evidente. Franco Maurici con Italia Nostra e con il sostegno della lista civica "Insieme per Pavia" sta conducendo una dura battaglia, nell'imbarazzato silenzio di parte della città, contro la speculazione edilizia, contro i faccendieri e la rendita parassitaria, in difesa della Valle della Vernavola, del Parco Visconteo e dei monumenti cittadini. E non è un caso che l'episodio sia avvenuto in questi giorni, in concomitanza con la presentazione del Pgt in Consiglio comunale. Venerdì scorso Franco Maurici, assieme a Paolo Ferloni e Giovanni Giovannetti, soci di Italia Nostra, riferiva in un'affollata conferenza stampa la sentenza della Corte di Cassazione con la quale è stato riconosciuto "il diritto (o la potestà) di ciascun elettore di far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al Comune e alla Provincia" nonché "la possibilità per le associazioni di protezione ambientale di proporre azioni di tipo risarcitorio dinanzi al Giudice ordinario spettanti ai Comuni e alla Provincia in conseguenza di danni ambientali". E con l'occasione egli annunciava altre iniziative a salvaguardia del paesaggio urbano di Pavia.Un tentativo d'intimidazione come questo non ci indebolisce ma semmai ci darà nuova forza per continuare le nostre azioni, consapevoli di essere sostenuti dai soci e dai cittadini di buona volontà, che intendono tutelare i beni ambientali e monumentali della città. A Franco Maurici esprimiamo la nostra piena solidarietà e confermiamo la nostra volontà di proseguire l'impegno per il rispetto integrale dell'articolo 9 della Costituzione della Repubblica. la Sezione pavese di Italia Nostra nLo studio dell'avvocato Franco Maurici ha sede - ironia della sorte - a breve distanza dal portone centrale dell'Università di Pavia, emblema di una città che vorrebbe offrirsi al mondo esterno come una culla del sapere e del diritto. L'avvocato Maurici è sempre stato al servizio disinteressato delle ragioni di chi si oppone al sacco del territorio. La porta di ingresso al suo studio è stata macchiata da due truci croci nere. E oltre alle croci, è da segnalare il fatto che il nero è stato spruzzato sulla targa che riporta il nome della sua persona. Un atto grave perché veicola simboli che evocano tempi bui. A Maurici va la solidarietà di chi ancora ha fiducia nello Stato di diritto. E' davvero difficile pensare a una bravata o a un generico atto vandalico, non fosse altro che per la sciagurata precisione del gesto. Un gesto che sembra indirizzare un messaggio di intimidazione molto mirato, che "segna" chi ha il coraggio di opporsi ad interessi forti. Che cosa sta succedendo alla città di Pavia? Perché ilmarcio si accumula ai piedi della ormai poco rassicurante figura della Minerva? La città - che pure dovrebbe vivere di una sua naturale lievità figlia della secolare tradizione nel campo del sapere - appare intrappolata entro una cappa pesante e fosca: una sorta di nebbia densa di illegalità, acquiescenza e ignavia. Sarebbe il caso di cominciare a levare la maschera a questa città, prima che sia troppo tardi e fare venire alla luce tutto il velenoso secreto che comitati d'affari, 'ndrine e congreghe massoniche le stanno riversando addosso. Giuseppe Camerini POLITICA Quell'insulto a Vendola nNon si può negare che, troppo spesso, parte della classe politica abbia mostrato cadute di stile e comportamenti indecenti. Credevamo di esserci abituati a tutto: eppure, le dichiarazioni del consigliere comunale di Vigevano Andrea Di Pietro ci hanno bruscamente fatto comprendere come non ci sia limite al peggio. Fa molta pena vedere un giovane politico che utilizza strumenti del ventunesimo secolo per esprimere pensieri che appartengono al Medioevo dei diritti. Il ricorso a quello squallido vocabolario colmo di volgarità ed ignoranza pare spazzar via le conquiste raggiunte in anni di lotte per i diritti civili. Il consigliere. Non solo non si è ravveduto, non solo non si è sufficientemente scusato: sarebbe, in ogni caso, troppo poco e troppo tardi. Andrea Di Pietro ha dimostrato di essere indegno di rivestire qualsiasi carica pubblica e, a maggior ragione, di rappresentare chiunque in qualunque consesso civile. Ecco perché ne chiediamo le immediate dimissioni da consigliere comunale e, sperando che gente come lui non venga più candidata in alcuna lista elettorale, ci auguriamo che il Pdl respinga la provocatoria candidatura di Andrea Di Pietro alle primarie del suo partito. Sinistra Ecologia e Libertà di Pavia e provincia esprime totale solidarietà al nostro compagno Nichi Vendola, al quale era indirizzato il messaggio che Andrea Di Pietro ha scritto su un social network. La nostra solidarietà va anche a quegli uomini e quelle donne che vogliono vedere riconosciuti i loro diritti, a quelli e quelle che ogni giorno faticano per affermarli, e che il consigliere comunale ha offeso in modo becero. Sel Pavia e Provincia mortara Una soluzione per via Fallaci nSappiamo del disagio dei residenti di via Fallaci dove ci sono vie inagibili, in quanto la ditta responsabile della lottizzazione non ha provveduto ad applicare la convenzione urbanistica. In pratica sono state vendute le abitazioni senza che si provvedesse a fare le strade, lasciando resti edilizi sul terreno ecc. Gli abitanti si lamentano, giustamente, dell'inerzia del Comune. Abbiamo appreso che a Dorno, per una lottizzazione con problemi simili a quella di via Fallaci a Mortara (mancato rispetto dei termini per il completamento delle opere di urbanizzazione primaria), il Comune ha deliberato di provvedervi direttamente con addebito alla ditta stessa. Ci vuole tanto perché il Comune di Mortara si comporti allo stesso modo del Comune di Dorno per togliere dal disagio le famiglie di via Fallaci che, non dimentichiamolo, hanno senz'altro già pagato con l'acquisto della casa anche gli oneri di urbanizzazione? Senza contare la Tarsu per la pulizia, non eseguita, della strada. Oltretutto il Comune, con un'azione legale, può recuperare i soldi spesi. Ci domandiamo inoltre: non era d'uso normale che chi eseguiva una lottizzazione doveva procedere a una fideiussione proprio per garantire, in caso di inadempienza, la regolare esecuzione delle urbanizzazioni? Chiediamo al Comune: esiste o non esiste tale fideiussione? Se esiste è chiaro che il Comune dovrebbe incamerarla. Se non esiste è gravissimo che si sia approvato una lottizzazione senza questo indispensabile strumento di garanzia. Teresio Forti Rifondazione comunista, Mortara viabilita' Una strada diventata troppo pericolosa nOgni mattina percorro con la mia macchina la strada che porta a Milano, ma passato il passaggio a livello di Santa Cristina la banchina stradale è in condizione pietose con delle buche ormai diventate delle voragini. Capisco il momento di crisi delle nostre istituzioni, ma qui basterebbe solo rattopparle prima che sia troppo tardi. Riccardo Zazzaroni