«Zona di conquista della malavita»

VIGEVANO «C'è un dato di fatto: quasi tutte le vittime sono albanesi, in questa lunga scia di sangue fra Vigevano, il Milanese e il Pavese. Nel 2012 è la zona a più alto tassi di omicidi in Italia». Parla Mario Andrigo, 46 anni, sostituto procuratore a Vigevano, magistrato specializzato nelle inchieste sulla 'ndrangheta calabrese. Ha lavorato alla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, si è occupato fra l'altro dell'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ucciso a Locri. Sul movente del duplice delitto di Abbiategrasso–l'indagine è affidata al collega Marcello Maresca –«ovviamente non si possono fare ancora ipotesi precise – dice Andrigo – le indagini sono appena iniziate». Ma è evidente che il ripetersi di delitti legati al racket albanese che tradizionalmente gestisce traffico di droga e prostituzione, «conferma che la Lomellina è sempre più terra di conquista della malavita, in transito da Milano verso l'hinterland sud». Ma i criminali, sottolinea Andrigo, «si insediano dove trovano spazi liberi lasciati dai loro pari, o dove la prevenzione del crimine è inadeguata. L'attività di una procura purtroppo inizia dopo che i delitti sono stati commessi». Che la zona di Vigevano sia un territorio a rischio l'ha sottolineato anche il procuratore capo di Vigevano, Alfonso Lauro parlando ad un convegno al teatro Cagnoni, organizzato dall'ordine vigevanese degli avvocati sul tema: "quale giustizia e quale futuro per il territorio", appunto dopo la decisione di sopprimere tribunale e procura di Vigevano, incluse dal governo nell'elenco delle sedi periferiche da eliminare per contenere i costi della giustizia. Il procuratore Lauro ha ricordato come «anche Vigevano e Lomellina siano aree a rischio per le infiltrazioni della criminalità organizzata. Lo conferma una serie di omicidi per regolamento di conti nel racket di droga e prostituzione».(a.m.)