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pavia Proposte per i tribunali La nostra è gratis nRiprendo l'articolo pubblicato martedì in merito alla possibilità che l'immobile di via Defendente Sacchi, fino a poco tempo fa sede del Comando provinciale dei Carabinieri di Pavia, possa in futuro essere venduta dalla Provincia allo Stato per collocarvi la sede del Tribunale nel caso si trasformasse in realtà, come probabile, l'ipotesi di accorpamento delle tre attuali sedi di Pavia, Vigevano e Voghera. Intervengo perché ritengo sia giusto includere, tra le possibili sedi, non citate nell'articolo in questione, anche l'immobile attualmente sede dell'Asl e degli uffici dell'assessorato ai Servizi sociali del Comune di Pavia ubicato in corso Garibaldi a Pavia e di proprietà del Comune che, a differenza della Provincia, metterebbe gratuitamente a disposizione nella suddetta ipotesi di accorpamento. Mi sembra corretto che venga dato atto del diverso comportamento delle due amministrazioni, sebbene entrambe tenute al rispetto del patto di stabilità imposto dal governo centrale. Pietro Trivi assessore Comune di Pavia Dopo le minacce La piena solidarietà all'avvocato Maurici nLa Rete delle Associazioni e dei Comitati per Salute, Ambiente e Sviluppo sostenibile della Provincia di Pavia esprime la propria solidarietà all'avvocato Franco Maurici per il grave atto intimidatorio di cui è stato vittima. L'intimidazione è un delitto contro la libertà individuale delle persone, contro la libertà psichica e morale di un individuo. Il gesto minaccioso, come le due croci nere, è il segno disgregante di una società in cui il rispetto per l'individuo viene a mancare e attraverso il quale si esprime solo arroganza e ignoranza. Riteniamo invece che in questa nostra società, in questo nostro territorio che Maurici ha sempre difeso come bene comune da tutelare per il benessere di tutti, sia importante il confronto della pluralità delle opinioni. Ci auguriamo che ogni cittadino condanni fermamente quanto è accaduto e che tutte le forze politiche si schierino accanto a chi della difesa dell'ambiente ha fatto ragione di vita per sé e per gli altri Rete@mbiente pavese il caso slot / 1 La minaccia dell'azzardo nMartedì sera sono andata ad ascoltare Alberto Pellai a Pavia. L'incontro dal titolo "Questa casa non è un albergo!" è stato organizzato dal Tavolo permanente prevenzione dipendenze e focalizzava l'attenzione sulle sfide educative che attendono oggi genitori e adolescenti. Nel corso della serata Pellai racconta l'esperienza di un padre che, avendo notato un ammanco nell'estratto conto della sua carta di credito, si rivolge ai figli adolescenti e viene a scoprire che uno dei due è caduto nel giro del gioco d'azzardo online. "Ma non bisogna essere maggiorenni?" chiede l'ingenuo e sconvolto genitore. Certo, ma si può facilmente bypassare la legge, a chi vuole giocare viene richiesto di inserire il codice fiscale e un numero di carta di credito e magicamente si viene accolti nel paradiso del rischio, nel miraggio del guadagno facile, nel baratro della perdita sicura. "Papà, meno male che lo hai scoperto, non sapevo come venirne fuori". Un genitore attento, un esperto capace, un'amministrazione sensibile: tutte figure che ho ritrovato l'altra sera, la cui collaborazione è indispensabile per un'efficace lotta al gioco d'azzardo. Flash-back, altra scena, il mio paese, San Martino Siccomario. La multisala con i film che attraggono soprattutto bambini e adolescenti, una domenica pomeriggio. E lì vicino, di fronte, l'entrata del casinò locale: tende scure che ti proteggono, luci viola soffuse che ti seducono. E i nostri ragazzi in mezzo. A dover scegliere. Chi sta con loro? Genitori, educatori, amministratori, tutti con un ruolo ben definito, insostituibile. Nessuno si deve tirare indietro. I ragazzi si trovano esposti alle lusinghe tese da chi in loro vede solo fonti di guadagno, non persone in formazione che hanno il diritto di crescere liberi e di godere di forme di gioco che sia solo gioco, in cui forme di "azzardo" non devono venire introdotte nei loro luoghi, parole che ritroviamo nel manifesto "No slot". Se per i ragazzi il pericolo è quello di cadere nella rete della dipendenza patologica, per noi adulti l'insidia più deleteria proviene dall'indifferenza. Se questi fatti non ci indignano, vuol dire che i tentacoli della piovra stanno iniziando ad avvillupparsi anche attorno alla nostra persona. Mente e cuore cloroformizzati dalla rassicurante capacità di banalizzare, di nascondersi nella menzognera dichiarazione di incompetenza, nello sterile richiamo a necessarie e solide autorità che, però, un poco devono avere anche il nostro volto. Gabriella Gabutti il caso slot / 2 Quell'involontario spot al gioco nPavia, Las Vegas d'Italia. Definita ormai come la città delle tre esse: sale giochi, scommesse, slot machine! Per contrastare questa dissolutezza dilagante molteplici sono state le medicazioni proposte. Dalle ordinanze municipali sino ai tribunali, dalle mobilitazioni delle associazioni all'informazione a tappeto su web, giornali, tivù. Pure Telepavia ha dato il suo contributo mandando in onda un pubblico dibattito, nella trasmissione 'Targato PV', per informare, sensibilizzare, proporre una qualche soluzione al problema. Solo che l'emittente, senza accorgersene, ha lanciato nell'etere anche durante questo dibattito un messaggio estremamente incoerente. Lo "stacchetto" che introduce le sospensioni pubblicitarie riproduce proprio una macchinetta mangiasoldi in azione, nelle cui finestrelle si ricompongono i tre cerchi colorati, logo della elittente. Un contrasto stridente: da un lato, con un'attenta analisi, la tv ha cercato di proporre opportune soluzioni, ma dall'altro è sembrata consigliare, seppur involontariamente,l'ebbrezza dell'insalubre e maledetto gioco. Gabriele Arecchi il caso Slot / 3 Più che istigazione una presa in giro nChiedo un piccolo spazio per chiarire quello che si è scritto sul vostro giornale riguardo ai buoni da € 10 di giocate alle slot del multisala. Per mia conosciemza sapevo di buoni dati ai clienti dei ristoranti annessi alla sala giochi,ero all'oscuro che venissero distribuiti anche al cinema a tutti i clienti, compresi gli spettatori minorenni. Non ha senso dare questi buoni a chi non può usufruirne, l'ingresso è vietato ai minori di anni 18, sulla porta d'ingresso c'è stampato il regolamento e sul buono c'era scritto "presenta questa card e riceverai una giocata gratis".Siccome va presentata alla cassa previo documento personale, più che istigazione mi sembra presa in giro per i ragazzi minorenni, è pubblicità diretta a gli over 18. Detti buoni erano già in circolazione a settembre fino il 4 novembre, come scritto sulla card, e mi chiedo: se erano illegali, se violavano una norma, possibile che le forze preposte non siano intervenute? Secondo il mio punto di vista, lo ripeto, è pubblicità.Magari ingannevole, ma pubblicità. Per sanare la piaga del gioco bisogna fare come le sigarette, proibire la pubblicità, in quanto anche il gioco può nuocere gravemente: alle proprie finanze. Luigi Bossi vicesindaco di San Martino precisazione I ladri in casa a Portalbera nPer conto della signora Etribi Samudio Ruth, residente in Portalbera, in relazione all'articolo pubblicato nell'edizione di giovedì 1 novembre, dal titolo "Portalbera, si trova i ladri in casa", la mia assistita risulta essere stata da voi identificata, sia tramite l'indicazione del nome sia tramite indicazione della via in cui risiede, senza esserne stati autorizzati. Non è vero che "Estribi Samudio è una donna romena di 46 anni": la signora Estribi Samudio Ruth è infatti di origine panamensi e ha la nazionalità italiana. Non è vero che la signora Estribi Samudio Ruth abbia pronunciato la frase "Stai zitta - ha detto una di loro - tanto abbiamo già preso tutto", dal momento che la stessa non ha mai rilasciato alcuna dichiarazione. avv. Roberto Rosella sannazzaro Gas, condominio e conti sbagliati nCon riferimento all'articolo "Gas tagliato al condominio" diciamo intanto che esprimere opinioni fa parte del diritto di critica e di controllo garantito alle opposizioni. Ma la cosa più grave è l'accusa di aver creato danno all'Ente locale, ignorando, il Sindaco, che "il danno risarcibile in sede contabile deve essere certo, nel momento in cui la sottrazione patrimoniale si sia in tutte le sue componenti verificata realmente" (Cassazione, 2006). La storia dura dal luglio 2011 e la Giunta non sa far di conto (200.000, secondo loro, a luglio 2011 di debiti gas, 700.000 a marzo 2012, 360.000 a bilancio consuntivo). Se il sindaco si riferisce a passate amministrazioni, deve rivolgersi ai suoi attuali "compagni di banco" in Giunta. lista Silvia Bellini Sindaco