«Non chiudetela» Già tremila firme per salvare la clinica
La Cittadella sociale è organizzata in due dipartimenti, con 64 posti letto: quello chirurgico, suddiviso nelle unità operative di Chirurgia generale e Ortopedia-traumatologia, con 30 posti letto e 4 di "day surgery" (chirurgia ambulatoriale), e quello riabilitativo-internistico, con altri 30 posti letto. Vi lavorano più di 100 persone fra dipendenti, operatori socio-sanitari in forza alle cooperative e liberi professionisti. PIEVE DEL CAIRO Più di 3mila firme raccolte contro la prospettata chiusura della Cittadella sociale. Ieri la Lomellina ha difeso con forza la clinica privata di via Avanza, accreditata con il Servizio sanitario nazionale e quindi equivalente a quelle pubbliche, cui il ministero della Sanità, attraverso la Regione, vorrebbe togliere l'accreditamento perché non raggiunge gli 80 posti letto. Davanti alla struttura sanitaria che fa capo alla Fondazione Pietro ed Eulalia Barbieri sono arrivati più di 30 sindaci della Lomellina con fascia tricolore, guidati dal pievese Paolo Roberto Ansandri: tutti, da Mortara a Villa Biscossi, intenzionati a opporsi al decreto attuativo inserito nella "spending review". Per la Cittadella sociale erano presenti, oltre a numerosi operatori, l'ingegner Giuseppe Arduino, presidente della Fondazione, e il direttore sanitario Ruggero Invernizzi. Da Pavia sono arrivati il direttore generale dell'Asl, Alessandro Mauri, e il consigliere regionale della Lega Nord, Angelo Ciocca. «Questo provvedimento ci preoccupa perché non capiamo come ospedali efficienti e noti per la serietà, la professionalità e la sicurezza possano essere indotti a cessare l'attività – ha detto Invernizzi – I disagi conseguenti a un'eventuale chiusura ricadrebbero non solo sul cittadino lombardo, ma anche sui cittadini di fuori regione, che rappresentano il 40% della nostra attività. E poi ci sarebbero i problemi occupazionali, anche di indotto, per una zona già pesantemente colpita dalla crisi economica». Per Mauri il governo Monti cerca di «accentrare le decisioni sulle Regioni, ma. quando si tratta di chiudere strutture di eccellenza come questa, il territorio deve opporsi». Anche Ciocca ha invitato la Lomellina ad «alzare la voce, sia pure in modo civile»: «Serve un segnale forte per far capire che questa clinica non è affatto un costo aggiuntivo per il bilancio regionale e statale». A nome dei sindaci, Ansandri ha invitato il territorio a «non abbassare la guardia per difendere un polo di eccellenza che serve un territorio vastissimo». Intanto, in molti paesi della Lomellina proseguono le raccolte di firme contro l'ipotesi di ritiro dell'accreditamento regionale. E il caso della Cittadella è arrivato anche in Parlamento grazie al deputato pavese Carlo Nola: «La Cittadella costituisce un patrimonio prezioso per il nostro territorio: abbiamo attivato le strutture del Pdl in Parlamento, dal presidente della commissione Sanità, Palumbo, al capogruppo Barani, affinché vigilino sulla predisposizione del regolamento attuativo, peraltro non ancora reso noto alla commissione stessa». Umberto De Agostino