STRADELLA

STRADELLA Si apre oggi al Teatro Sociale di Stradella, la rassegna "Cinema in teatro" curata dall'associazione Stradella Cult, novità dell'anno inserita nel cartellone della nuova stagione 2012/2013 (fuori abbonamento) che propone quattro titoli fino al 24 aprile. Il primo appuntamento, in progranmma per questa sera alle 21, è la proiezione dei migliori cortometraggi dal Concorto Film Festival (il festival italiano che seleziona cortometraggi provenienti da tutto il mondo) preludio di altre tre proiezioni di qualità cinematografica. «L'idea di accostare alla programmazione teatrale anche alcuni titoli di film di grande valore culturale che difficilmente si vedono in televisione ci piaceva – spiega l'assessore alla Cultura del Comune di Stradella, Antonio Curedda –. Continuiamo a puntare sulla qualità cercando di soddisfare tutti». "Cinema in teatro" prosegue (sempre alle 21), venerdì 21 dicembre con la proiezione di "Persepolis" (Francia, Usa 2007, 95 minuti) film di animazione che porta la firma di Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud. Oltre a meritare un Premio della giuria, questo raro film d'animazione al femminile - una delle migliori sorprese di Cannes 2007 - è la trasposizione di una graphic novel autobiografica di Marjane Satrapi. Classe 1969, cresciuta nell'Iran degli ayatollah e poi esule in Francia, la Satrapi racconta un ventennio della propria vita, dalla caduta di Reza Pahlevi ai primi anni '90, che si svolge in un regime inaccettabile soprattutto per una donna. Per chi conosce il romanzo a fumetti (pubblicato anche in Italia), la fedeltà grafica del cartoon è evidente: i due registi hanno rifiutato quasi interamente il colore a favore di un bianco e nero che è insieme soggettivo e infantile, in linea con una stilizzazione realistica di tradizione persiana. Venerdì 22 febbraio tocca a "Cesare deve morire" (Italia 2012, Sacher), docu-fiction dei fratelli Taviani (con Cosimo Rega, Salvatore Striano, Vincenzo Gallo, Giovanni Arcuri e Antonio Frasca). Nel teatro all'interno del carcere romano di Rebibbia si seguono i laboratori teatrali realizzati dentro il Carcere di Rebibbia dal regista Fabio Cavalli, autore di versioni di classici shakespeariani interpretate dai detenuti, e la messa in scena finale del "Giulio Cesare". Oggetto delle riprese sono anche le vite dei detenuti nelle loro celle e la genesi del lavoro, iniziato sei mesi prima, quando il direttore del carcere espone il progetto teatrale dell'anno ai detenuti che intendono partecipare. Ad ogni attore viene chiesto di imparare la parte nel proprio dialetto di origine. Progressivamente il "Giulio Cesare" shakesperiano prende corpo e i fratelli Taviani mostrano a chi non ha mai messo piede in un carcere, come il teatro rappresenti un strumento principe per il reinserimento dei detenuti, percorrendo la strada del work in progress e utilizzando l'ormai antinaturalistico bianco e nero. Infine, mercoledì 24 aprile, la rassegna si conclude con "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti, che nel cast vede, tra gli altri, Maya Sansa e Alba Rohrwacher e pluripremiato ai David di Donatello 2010, al Festival Internazionale del Film di Roma 2009, ai Nastri d'Argento 2010, ai Ciak d'Oro 2010, ai Globi d'Oro 2009-2010 e al Brussels International Film Festival 2010. Siamo nel 1943, Martina ha 8 anni, vive alle pendici di Monte Sole, non lontano da Bologna, è l'unica figlia di una famiglia di poveri contadini, e da quando ha perso un fratellino di pochi giorni ha smesso di parlare. Quando la mamma rimane nuovamente incinta, Martina vive nell'attesa del bimbo che nascerà e nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1944 il piccolo viene finalmente alla luce, ma quasi contemporaneamente le SS scatenano nella zona un rastrellamento senza precedenti, che passerà alla storia come la strage di Marzabotto. Ingresso libero. Marta Pizzocaro