Appello del preside sul caso mense «Tornate indietro»
VIGEVANO La questione mense non si placa. E con essa si trascinano anche le tensioni che, ormai da settimane, interessano il mondo delle scuole primarie cittadine. A fianco delle sue insegnanti, impegnate in un dialogo pubblico con il sindaco Andrea Sala, si schiera anche il dirigente del 3° circolo, Roberto Gardino, che ha deciso di far sentire la propria voce attraverso una lettera aperta, indirizzata proprio al primo cittadino vigevanese. «La mia intenzione - anticipa - non è certo quella di far polemica. Visto però il prolungarsi della discussione su questa questione, ho ritenuto necessario fornire anche la mia versione. Come dirigente scolastico mi sono sentito in obbligo di pronunciarmi su un tema che interessa fortemente il mio settore». Interpellato sulla lettera, dalla quale traspaiono parole di speranza , il sindaco Andrea Sala ha risposto che non intende rilasciare altre dichiarazioni sul "caso mense". «Con la giunta – conclude – abbiamo deciso di intraprendere una strada e non abbiamo intenzione di ritornare sui nostri passi. Non voglio più dire nulla su questo argomento per non ripetermi. La mia parola resta sempre la stessa«. «Se il primo cittadino non farà nulla – spiega Gardino – ne prenderò atto e vedrò come gestire quei 12, 13 alunni che, da qualche giorno, devo far mangiare in uno spazio separato da quello riservato ai loro compagni. Prima di elaborare qualsiasi altra possibilità però, vorrei lasciar passare qualche giorno, in modo che, magari, il Comune cambi idea». Non si danno per vinte, invece, le insegnanti del circolo che vogliono ribadire al primo cittadino e ai suoi collaboratori alcuni punti cruciali. «Secondo il D. Lgs. n. 297/94 – si apprende dalla nuova lettera indirizzata all'amministrazione - la mensa rappresenta un momento educativo dell'alunno e si qualifica, a pieno titolo, come una parte dell'intera attività scolastica». Per quanto concerne le insinuazioni del sindaco Sala riguardo ai benefici riservati alle insegnanti grazie alla mensa, replicano: «Il diritto del personale a fruire gratuitamente del servizio mensa è un diritto stabilito dal contratto del comparto scuola». "La presunta strumentalizzazione da parte dei docenti – concludono – non esiste; lo dimostra il fatto che le iniziative ed azioni a difesa dei bambini esclusi dalla mensa sono state avviate molto prima della lettera del Provveditore: si è voluto difendere il diritto di uguaglianza dei bambini che, almeno in una scuola pubblica, dovrebbe essere garantito». Valeria Bollini