Cresce il debito cala l'inflazione
di Andrea Di Stefano wMILANO Nuovo record per il debito pubblico italiano ma Grilli rassicura che non sarà necessaria alcuna manovra aggiuntiva. Intanto dopo una lunga corsa l'inflazione a ottobre è tornata ai livelli di circa un anno e mezzo fa, con un balzo all'indietro che fa precipitare il tasso al 2,6% dal 3,2% di settembre. Ma è un dato drammaticamente negativo perché riconducibile al crollo dei consumi delle famiglie nonostante la corsa dei prezzi degli alimenti che, stando ai dati di ieri dell'Istat, ad ottobre sono aumentati dello 0,4% rispetto al mese precedente, mentre su base tendenziale la crescita è del 2,7%. Bankitalia ha certificato a settembre un aumento di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente, che ha portato al nuovo massimo storico, a 1.995,1 miliardi. «Nulla di sorprendente», comunque, secondo il ministro dell'Economia Vittorio Grilli, che assicura: «Se parliamo di qui al 2014 riteniamo che oggi i conti siano in ordine in maniera permanente». Diversa l'interpretazione dei dati di sindacati e consumatori che tornano a chiedere al governo un intervento a favore di famiglie e lavoratori. Grilli ha parlato a Bruxelles tenendo ben presenti le previsioni della Commissione europea secondo cui nel 2014 l'Italia potrebbe mancare il pareggio di bilancio strutturale, con un deficit dello 0,8%. «Il nostro Documento economico e finanziario non è molto diverso dalle previsioni della Commissione europea» diffuse mercoledì scorso, ha fatto notare, evidenziando che «sono molto simili, c'è una differenza di qualche 0,1, 0,2%» e aggiungendo: «se parliamo da qui al 2014, riteniamo che oggi i conti siano in ordine in maniera permanente». Guardando, invece, al supplemento al Bollettino economico di Bankitalia, il ministro ha chiarito un concetto base: «Il debito cresce fino a che non si raggiunge un pareggio in termini nominali. La prima e più importante forza di riduzione del debito è il pareggio di bilancio». In ogni caso, Grilli vuole sgomberare il campo dall'ipotesi di nuove manovre correttive. «In questo momento mi sembra assolutamente prematuro» parlarne, dice, ribadendo come, a giudizio del governo, «non ci sia bisogno" di misure aggiuntive. A spiegare, tecnicamente, l'incremento del debito è la Banca d'Italia. Oltre al fabbisogno del mese (11,6 miliardi), l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, detenute presso la Banca d'Italia e in impieghi della liquidità, (8,6 miliardi). Nei primi nove mesi dell'anno l'incremento del debito (88,4 miliardi) riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (61,9 miliardi), l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (21,7 miliardi) e l'emissione di titoli sotto la pari (5,2 miliardi). Escludendo le erogazioni in favore della Grecia (5,0 miliardi nel 2011), la quota di competenza dell'Italia dei prestiti erogati dall'Efsf (2,2 miliardi nel 2011 e 17,1 nel 2012) e le misure relative alla Tesoreria unica (che hanno comportato nel 2012 il riversamento nella Tesoreria centrale di 9,0 miliardi da parte degli enti decentrati), il fabbisogno del 2012 sarebbe in linea con quello del 2011. ©RIPRODUZIONE RISERVATA