L'Italia sistema Tonga Ma che sudata per vincere a Brescia

BRESCIA Alla fine l'Italia ha esorcizzato la Sipi-Tau, danza di guerra tongana, ma quanta fatica per battere, a Brescia, la nazionale delle Aquile del Mare nel primo test match novembrino. In un Rigamonti esaurito è finita 28-23 per gli azzurri, ma c'è stato da soffrire fino all'ultimo. Servirà ben altro per tenere testa sabato agli All Blacks e la settimana successiva all'Australia. Molte le incertezze difensive palesate dall'Italia, specie nel primo tempo, troppo modesta la coppia di mediani Botes-Burton: alla fine gli azzurri l'hanno spuntata sulla mischia. E non è un caso che il "man of the match" sia risultato un pilone, Lorenzo Cittadini per il quale è stata festa grande: nello stadio della sua città ha festeggiato la prima meta segnata in nazionale aggiudicandosi anche il premio di uomo dell'incontro. Primo tempo ben gestito dai tongani contro un'Italia poco lucida e non impeccabile per disciplina. Poi la reazione con Cittadini appunto e poi con Ghiraldini: meta allo scadere per un parziale di 18-16. Poco meglio le cose nella ripresa con una meta tecnica di Burton ad indirizzare la vittoria italiana.