«Attraversava i binari, non è suicidio»

PONTECURONE Dopo la tragedia in cui è morta Elena Petrache, è scattato subito il blocco della linea ferroviaria Milano-Genova, che è rimasta completamente chiusa fino alle ore 23 di venerdì. E' stata riaperta solo alle 11 di sera, ma con la circolazione a binario unico. La situazione è ritornata alla normalità solo poco prima delle due di notte. I treni sono rimasti bloccati alle stazioni di Tortona e Voghera per ore, mentre l'unico convoglio che stava viaggiando sulla linea tra Pontecurone e Voghera, un interregionale proveniente da Milano è stato bloccato in aperta campagna. I passeggeri sono stati fatti scendere e salire su un altro treno che li ha riportati alla stazione di Voghera. Carabinieri e Polfer hanno lavorato per tutta la notte. Dopo i rilevamenti gli operai delle ferrovie hanno sparso calce viva sui resti ematici, lungo un tratto di binario lungo oltre 300 metri. Al mattino alle 6 la circolazione è tornata normale nei due sensi.(a.b.) di Paolo Fizzarotti wPONTECURONE La tragedia si è consumata in un attimo: il macchinista del treno merci si è trovato davanti la donna all'improvviso, ha azionato subito la frenata «rapida» ma non è riuscito ad evitare l'impatto. Il corpo di Elena Petrache, 44 anni, è finito sotto le ruote di metallo ed è stato trascinato per oltre 300 metri. La donna è morta sul colpo: ieri c'erano brandelli di abiti, biancheria e altro ancora lungo centinaia di metri del binario diretto a Tortona. La donna, una romena, lascia tre figli. Abitava a Pontecurone, al numero 34 di via Statuto, con i due figli più giovani: Elena di 20 anni e Ion Dorel di 23 anni. La Petrache aveva anche una figlia più grande, di 25 anni, che è già sposata e abita in un'altra località. Nello stesso luogo, tre settimane fa, c'era stata un'altra tragedia identica: la morte del 16enne Edoardo Piacentino. I familiari di Elena Petrache non vogliono rilasciare dichiarazioni. «Non ce la sentiamo di parlare dell'accaduto - dice la sorella, dal balcone del terzo piano - Sappiate però che non è stata lei a buttarsi sotto il treno, non aveva motivo. E' stata solo una terribile disgrazia». La notizia della tragedia ha colto di sorpresa tutti. «E' morta Elena? - chiedeva ai cronisti ieri mattina un vicino - E' una donna sulla quarantina? Non è possibile, l'ho vista ieri». La dinamica della disgrazia è stata ricostruita dalla Polfer di Alessandria, con la collaborazione dei carabinieri di Pontecurone e da quelli del nucleo operativo radiomobile di Tortona. Esclusa l'ipotesi del suicidio ventilata inizialmente. Durante i rilievi la linea ferroviaria fra Voghera e Tortona è rimasta bloccata per oltre 4 ore. Elena Petrache da qualche tempo lavorava a Tortona come badante. Come ogni sera venerdì, alle 20.30, la donna scende dal regionale per Voghera, sul binario 2. La romena è su uno degli ultimi vagoni del treno. Invece di raggiungere il sottopasso pedonale che si trova davanti all'ingresso della stazione, la donna decide di risparmiare qualche minuto di tempo attraversando i binari subito dietro la coda del regionale. Ha la visuale coperta proprio dall'ultimo vagone del treno da cui è appena scesa. Quando sbuca da dietro il convoglio viene presa in pieno dal locomotore del merci. L'allarme scatta immediatamente, ma sui binari è uno scempio. I soccorritori capiscono che si trattava di una donna perchè a 100 metri di distanza viene trovato un reggiseno. Dopo una notte di lavoro la polfer è riuscita a trovare un frammento del tesserino sanitario di Elena Petrache, e da quello è risalita al nome. Poco più in là dei jeans strappati, un mazzo di chiavi, il giubbotto di pelle nera a brandelli. Secondo alcune testimonianze altri due uomini hanno attraversato i binari insieme ad Elena Petrache, riuscendo però a salvarsi. Poi, nonostante la tragedia, si sono dati alla fuga per motivi che a questo punto non saranno mai chiariti: può darsi che si trattasse di immigrati clandestini che non volevano essere coinvolti. (ha collaborato Angelo Bottiroli)