accusa di 'ndrangheta
dall'inviato Maria Fiore wMILANO Richieste e offerte di voti, appoggi politici, incontri, piccoli e grandi favori ai presunti boss, come le facilitazioni per visite mediche e ricoveri negli ospedali pavesi. Frequentazioni quantomeno pericolose, «amicizie che hanno portato indubbi vantaggi all'organizzazione». Uno sfondo di motivazioni che hanno spinto il pubblico ministero Alessandra Dolci a chiedere, nell'udienza di ieri del processo Infinito, 20 anni di carcere per l'avvocato pavese Pino Neri, accusato di associazione mafiosa, e 14 anni e mezzo complessivi per l'ex direttore sanitario dell'Asl Carlo Chiriaco, accusato di concorso esterno e di turbativa d'asta per l'affare di Borgarello. Le richieste di condanna, tra le più alte pronunciate dall'accusa per i 44 imputati, sono arrivate al termine di una requisitoria durata tre giorni. Ieri mattina il pm Dolci, davanti al collegio dei giudici presieduto da Luisa Balzarotti, ha voluto dedicare quattro ore ai due imputati pavesi. A Neri, accusato di avere accolto l'investitura della casa madre calabrese di traghettare l'organizzazione in una nuova fase dopo l'omicidio del boss Carmelo Novella, e a Chiriaco, «imputato eccellente di questo processo per il ruolo che ha rivestito per tanto tempo nella sanità lombarda». Entrambi gli imputati erano in aula, ma Chiriaco, al termine della requisitoria, durante la quale ha più volte scosso la testa portandosi le mani al volto, si è sentito male. Un calo di pressione, che lo ha costretto a tornare a casa, a Travacò, in ambulanza. Neri, con a fianco il suo avvocato Roberto Rallo di Como, ha invece preso appunti per tutto il tempo, seguendo con concentrazione la requisitoria del pm nei passaggi più cruciali, scanditi dalla lettura delle intercettazioni telefoniche. Il pubblico ministero si è soffermato sulle elezioni comunali del 2009, durante le quali «Ettore Filippi costituì una lista elettorale con il candidato Rocco Del Prete» attraverso il «sostegno elettorale di Neri, e degli incontri in Calabria che Neri, proprio in quei mesi, «ebbe con Cosimo Barranca e Giorgio De Masi». Le stesse persone che, per il pm, parteciparono all'incontro di Paderno Dugnano, dove Neri tenne il suo discorso, «esito finale di una trattativa coi boss durata mesi». Se per Neri il pm ha parlato soprattutto delle comunali a Pavia, per Chiriaco l'accusa si è concentrata in particolare sulle elezioni regionali del 2010 e del sostegno di «500 voti» che sarebbe stato offerto da Cosimo Barranca per alcuni candidati appoggiati dall'ex direttore sanitario dell'Asl. A Chiriaco sono stati contestati anche i contatti con Barbaro Pasquale, che sarebbe stato favorito con «certificati buoni» per curarsi a Pavia. «C'è da chiedersi se tutto questo costituisca un vantaggio per l'organizzazione oppure no – ha spiegato la Dolci –. Dobbiamo pensare che Chiriaco, quando stringe amicizie pericolose, sia uno sprovveduto? O un millantatore che soffre di un disturbo della personalità, come ci ha detto la psicologa? Dobbiamo pensare di poter fare solo valutazioni di carattere morale? Chiriaco è stato quantomeno contiguo alla 'ndrangheta, e che per questo va condannato». mariafiroe3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA