Voghe, jolly Corteggiano «Mi sento come Zanetti»
Rimane ancora fermo Miguel Magnoni. Lo staff rossonero si augurava che ieri l'attaccante potesse tornare almeno a correre, ma non sarà neanche questa la settimana giusta per vederlo al lavoro perché la punta non è sceso in campo. Il giocatore si sta sottoponendo alla fibrolisi e il ritorno dovrebbe avvenire martedì prossimo. Oggi il tecnico rossonero ha svolto la consueta partita di allenamento con la juniores mischiando le carte e ruotando tutti i giocatori. Non c'era D'Errico (solito problema con il ginocchio), Priolo si è allenato normalmente avendo smaltito il problema alla schiena, mentre Coccu ha corso a parte. Il giocatore non sente più fastidio alla gamba, ma oggi lo staff verificherà la concreta possibilità di utilizzarlo nella partita casalinga contro il Trento. Pollarolo (foto) è a disposizione e potrà essere utilizzato già domenica. Oggi la squadra si allenerà ancora a Salice Terme, mentre domani mattina torna al Parisi. VOGHERA «Mi sento lo Zanetti di Voghera anche se non gioco sempre». Guido Corteggiano descrive perfettamente il suo ruolo all'interno del Voghera e il paragone con il capitano dell'Inter calza a pennello visto l'impiego in diversi ruoli dell'argentino. Scarnecchia aveva in testa un modulo preciso, il 4-3-1-2 con tre mediani che proteggessero il trequartista e le due punte, in quel caso Corteggiano era il centrocampista di sinistra che coniugava spinta a copertura e veniva utilizzato con continuità. Con l'avvento di Cotroneo si è passati al 4-2-3-1 e l'argentino si è adattato. In alcune circostanze è stato inserito come terzino a gara iniziata, mentre nelle ultime due partite viste le assenze di Ronchetti (con la Pro Sesto) e Priolo (con l'Olginatese) si è spostato al centro della difesa. «Per me basta giocare, poi faccio tutti i ruoli: dal portiere all'attaccante», rilancia Corteggiano, che aveva già coperto il ruolo di centrale a Borgomanero e al Valle D'Aosta. «Mi trovo bene anche in mezzo – spiega l'argentino – anche se l'ideale sarebbe giocare a sinistra». Cosa le chiede Cotroneo? «Da centrale mi chiede di difendere e di non andare in avanti». Però Corteggiano, sebbene sia un jolly che può essere spostato in diverse zone del campo, ha caratteristiche più offensive che difensive. Nella gara di Coppa Italia con il Caravaggio ha segnato una doppietta partendo da centrocampista. «All'inizio giocavo da mezz'ala e mi piaceva – dice – però va bene anche da terzino: dove mi mettono gioco». La squadra non perde da cinque partite e ha assottigliato lo svantaggio dalla Caronnese a 6 punti, mentre dopo la sconfitta con la Pergolettese era sprofondata a meno 11. Cosa è cambiato in questo mese e mezzo? «Siamo più quadrati, giochiamo "corti" e siamo sempre ben posizionati quando ci attaccano – risponde l'argentino – forse il gioco che esprimiamo non è molto virtuoso, ma siamo molto concreti». Domenica torneranno sia Priolo sia Ronchetti, quindi in mezzo non ci sarà più posto per Corteggiano. «Spero di giocare, se così non sarà pazienza, quando entro dalla panchina cerco sempre di dare tutto». Corteggiano è molto legato a Bottiglieri, i due argentini hanno lo stesso procuratore che li ha portati in Italia anni fa. Bottiglieri sta vivendo un periodo negativo, tanto che le giocate decisive che aveva sciorinato nelle prime partite non gli riescono più.«Andres è tranquillo, lui sa giocare a calcio e quindi dovrebbe sempre essere titolare – spiega Corteggiano –. E' chiaro che non fa il terzino o il mediano, ma gioca nel ruolo più importante della squadra in cui con un colpo può cambiare le partite. Non può fare il compitino, quindi può sbagliare». Domani arriva il Trento che è ultimo con 7 punti. «Se li sottovalutiamo perdiamo prima di entrare in campo». Marco Quaglini