LA CITTÀ CHE CAMBIA
di Denis Artioli wVIGEVANO Eliminare i passaggi a livello che dividono in due la città. E' un obiettivo che l'amministrazione comunale si propone di raggiungere, anche se i tempi non saranno brevi. Un traguardo indicato nel documento di indirizzi per la variante al Piano di governo del territorio, approvato a maggio, di cui chiunque si muova in auto in città sente l'esigenza ogni giorno. Le lunghe code davanti alle sbarre abbassate dei passaggi a livello stanno diventando sempre più insopportabili a molti automobilisti, che protestano. Anche perché con il controllo a distanza da Milano, non sempre le sbarre si alzano subito dopo il passaggio del treno e in genere si abbassano con notevole anticipo, per ragioni di sicurezza, non essendoci più, da anni, un controllo sul posto, da parte dei casellanti. E sorprende (anche se non è un caso unico) che, nel 2012, una città di 65mila abitanti sia ancora tagliata in due dai passaggi a livello ferroviari. E' evidente, però, che il problema non è di facile soluzione, per più ragioni, soprattutto progettuali e finanziarie. «La previsione contenuta nel documento di indirizzi per la variante al Pgt è da definire con le Ferrovie che devono mettere a disposizione un notevole finanziamento per lo scavalco, ferroviario – sottolinea il sindaco Andrea Sala – ma, finché non ci sarà un nuovo governo della Regione, è difficile affrontare l'argomento». Ma l'intenzione del Comune di eliminare i passaggi a livello in città c'è, così come, del resto, chiedono le stesse Ferrovie da molti anni a tutti i Comuni toccati dalla linea Milano-Mortara-Alessandria. Finora sono stati eliminati il passaggio a livello di via Fogliano (con un sottopasso viabilistico) e il passaggio a livello del Casello 10, grazie alla realizzazione del cavalcavia ferroviario del Quinto Lotto di tangenziale. «Il Comune eliminerebbe subito i passaggi a livello per "ricucire" la città – dice il sindaco – ma bisogna trovare risorse e soluzioni tecniche». E' anche un problema di spazi: gli altri due passaggi a livello erano in posizione periferica, ma eliminare le sbarre circondate dalle abitazioni in via Santa Maria, corso Pavia, via Matteotti e corso Milano non è così semplice Il sindaco lega la possibilità di poter raggiungere l'obiettivo al momento in cui il raddoppio ferroviario toccherà anche Vigevano. «Nel 2017 si sbloccherà il discorso del raddoppio – afferma Sala –. A quella data, la città avrà già un nuovo ponte automobilistico sul Ticino che permetterà di lasciare interamente a disposizione delle Ferrovie il vecchio ponte per il doppio binario. A quel punto si potrà portare ai tavoli regionali un progetto alternativo ai passaggi a livello. Il problema principale del raddoppio è sempre stato l'attraversamento della città. Rfi, in questo momento, non ha i fondi per progettare l'interramento dei binari e se si raddoppia in superficie c'è il problema dei passaggi a livello». Ma quali soluzione tecniche si possono adottare per eliminare le sbarre nelle zone centrali? «Se Rfi dovesse proporre investimenti con alternative belle e sostenibili condivise prima con la città –– risponde Sala – le alternative sarebbero o il sovrappasso o il sottopasso». L'assessore ai lavori pubblici, Luigi Sampietro, è un po' più scettico del sindaco. «Spero di vivere fino all'età di 100 anni – dice Sampietro – ma non so se anche allora farei in tempo a veder sparire i passaggi a livello in città. Basti pensare a via Matteotti, corso Pavia e corso Milano: come si fa, lì, a eliminare le sbarre? O si crea uno scavalco o un sottopasso, con spese enormi, ma in ogni caso abbiamo le abitazioni a ridosso dei passaggi a livello. Dovrebbero essere abbattute, ad esempio, per realizzare le strade di arroccamento a un sovrappasso ferroviario. Forse è meglio aspettare un quarto d'ora ogni tanto davanti alle sbarre abbassate, piuttosto che stravolgere quelle zone della città». ©RIPRODUZIONE RISERVATA