Il genio militare per la demolizione «Ma c'è la sanatoria»
PAVIA A palazzo Mezzabarba era diventata quasi una leggenda metropolitana: «Manderanno l'esercito per radere al suolo le case costruite da Molina». La realtà, pur con toni meno bellici, dà fondamento alle voci. I fatti: il 5 marzo 2012, il ministero delle infrastrutture manda un comunicato al Comune di Pavia. Oggetto è la «demolizione di opere abusive compiute dai signori Molina Enrico e Molina Luigi in comune di Pavia». Nel documento si legge che, su richiesta della Procura della Repubblica di Pavia, il Primo comando delle Forze operative di difesa ha avviato l'istruttoria per verificare la fattibilità dell'intervento di demolizione. Si chiede, agli uffici dell'Urbanistica, la documentazione tecnica. Il riferimento è a un bel complesso di residenze, con finestre ad arco e mattoni a vista, realizzate in via Dossi, a poca distanza dall'inceneritore mai messo in funzione. A realizzarla, appunto, l'architetto Luigi Molina, ex consigliere comunale per la Margherita, poi espulso dal Pd per avere appoggiato la «congiura» contro il sindaco Capitelli. Ma cosa è successo in questa zona che si trova appena dietro la ex Snia? «Per quelle opere – spiega Molina – stiamo facendo la sanatoria. Semplicemente, il Comune non aveva comunicato alla Procura che era in corso questo procedimento, e io ho avuto un decreto penale di condanna». Cosa contestava, il Comune? «Il fatto che non vi fossero costruzioni pre-esistenti. Ma io ho dimostrato il contrario con la testimonianza di persone che hanno vissuto nei fabbricati che sorgevano in questa zona. L'intervento è stato fatto nel totale rispetto del Piano regolatore. E, aggiungo, il Comune ha contestato la correttezza 922 giorni dopo la concessione dell'agibilità».(f.m.)