USA 2012»IL GOVERNO CAMBIA VOLTO

di Andrea Visconti wNEW YORK Dopo mesi di campagna elettorale dai ritmi massacranti, per Barack Obama non c'è riposo. Tornando alla Casa Bianca, dove ha ricevuto la buona notizxia della vittoria in Florida, sulla scrivania nell'Ufficio Ovale ha trovato diversi dossier a cui da subito deve far fronte. I più urgenti sono quello del Fiscal Cliff (tasse e tagli) e della riforma della legge sull'immigrazione. Due impegni che il presidente ha esplicitamente preso già nel discorso della vittoria. Ma deve anche rinnovare gran parte della sua squadra, tra cui alcuni giocatori di punta che già da tempo avevano annunciato l'intenzione di mollare. La seconda amministrazione Obama infatti non sarà uguale alla prima, a partire dalla composizione del governo che in queste ore sta assumendo un nuovo volto. Dimissioni ufficiali ancora non ce ne sono, ma di nomi se ne fanno almeno tre e si tratta di posizioni-chiave per la Casa Bianca. Il Dipartimento della Difesa, quello degli Esteri e quello del Tesoro dovrebbero presto avere nuovi capi. Hillary Clinton aveva già fatto sapere di voler lasciare la posizione di Segretario di Stato durante un secondo mandato Obama. Da una parte è prassi farsi da parte dopo quattro anni, dall'altra quello di ministro degli Esteri è un lavoro massacrante e Hillary ha coperto un numero record di chilometri in spostamenti aerei. Ma per la Clinton ci potrebbe essere un fattore aggiuntivo: si incomincia a parlare di lei come potenziale candidato alla Casa Bianca nel 2016. Sembra una data lontanissima ma per pianificare una campagna così importante i tempi sono giusti. Al suo posto si fanno due nomi. Susan Rice, l'attuale ambasciatore Usa alle Nazioni Unite, oppure il senatore John Kerry, che nel 2004 tentò senza successo la scalata alla Casa Bianca. Tuttavia Kerry si trova davanti a un ostacolo. Per diventare segretario di Stato dovrebbe cedere il suo seggio di senatore e questo metterebbe in moto un'elezione speciale che favorirebbe Scott Brown, il candidato repubblicano al Senato sconfitto dalla democratica Elizabeth Warren. In testa all'elenco dei candidati c'è dunque la quarantenne Susan Rice che gode di uno stretto rapporto di fiducia con Obama. E' uno dei suoi consiglieri di politica estera più fidati tanto da essere stata mandata a spiegare pubblicamente la situazione libica e l'attacco a Bengasi che era costato la vita all'ambasciatore Usa. Che Obama abbia in mente per lei qualcosa di grosso lo si era capito qualche mese fa quando la Casa Bianca aveva accantonato il suo nome per la posizione di direttore della Banca Mondiale e aveva scelto Jim Yong Kim. Una mossa per riempire la posizione tenendo la Rice a disposizione per una collocazione futura. Altrettanto imminente è l'uscita di scena di Tim Geithner, attuale segretario al Tesoro. E' una posizione-chiave soprattutto perché lo scoglio più imminente del secondo mandato Obama è un accordo col Congresso per la riduzione del deficit. Con i repubblicani sarà battaglia e un personaggio chiave per mantenere aperto il dialogo sarà il segretario al Tesoro. Il nome che circola con insistenza è quello di Jack Lew, un esperto di questioni fiscali attualmente capo del gabinetto ed ex direttore del budget. E' da tempo che Leon Panetta vuole lasciare il Dipartimento della Difesa e al suo posto si parla del generale David Petraeus, ora a capo della Cia dopo essere stato capo delle forze Usa in Afganistan. In alternativa a dirigere il Pentagono potrebbe essere il senatore repubblicano Chuck Hagel. Obama del resto ha già detto di voler includere alcuni repubblicani nel prossimo gabinetto. Si fa il nome della senatrice uscente Olympia Snowe ma senza una chiara collocazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA